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La nuova Cenerentola in live action che la Disney porta al cinema con la regia di Kenneth Branagh non apporta grosse innovazioni alla fiaba né al Classico d’animazione realizzato 65 anni fa: la protagonista, qui ribatezzata Ella (Lily James, la Lady Rose MacClare di “Downton Abbey”), conquista la felicità e l’amore del Principe (Richard Madden, il Robb Stark di “Game of Thrones”) grazie alla propria incrollabile bontà d’animo e all’aiuto provvidenziale della Fata Madrina (Helena Bonham Carter).

La zucca, i topolini, la scarpetta di cristallo, il ballo interrotto a mezzanotte: il canone disneyano viene rispettato in pieno dalla sceneggiatura di Chris Weitz, che non muta ma anzi esplicita (fin troppo) le qualità della nostra eroina: gentilezza e coraggio.

La rivisitazione di “Cenerentola” a beneficio delle nuove generazioni si concentra soprattutto sull’opposizione tra bellezza e bruttezza, non più fisica ma esclusivamente interiore (le Sorellastre Holliday Grainger e Sophie McShera sono odiose ma graziosissime), e sui personaggi secondari: la Matrigna, il Granduca e il Re acquistano però spessore non tanto grazie alla scrittura, piuttosto convenzionale, quanto alle interpretazioni intense ed ironiche di Cate Blanchett, Stellan Skarsgård e Derek Jacobi (che per Branagh fu Claudio nel monumentale “Hamlet” del 1996).

Un’operazione di cui avremmo fatto serenamente a meno, ma ritrovare nelle danze, nei tiri di scherma e nelle corse a cavallo la freschezza del vecchio Branagh, quello di “Molto rumore per nulla”, è davvero un piacere. Il fedele Patrick Doyle lo accompagna con una colonna sonora appassionata e vivace, mentre al comparto costumi & scenografie pensano due pilastri del settore come Sandy Powell e Dante Ferretti.

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