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  • C’era una volta a New York

    Diretto da James Gray

    Data di uscita: 16-01-2014

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Il titolo italiano del nuovo film di James Gray, “C’era una volta a New York“, presentato lo scorso anno al Festival di Cannes, ammicca esplicitamente al capolavoro di Sergio Leone: ma se la suggestione storico-geografica è corretta — Stati Uniti, primo Novecento — paragonare l’epica di Noodles e Max alla vicenda di Ewa Cybulski (Marion Cotillard), giovane polacca appena sbarcata a Ellis Island con la sorella Magda (Angela Sarafyan), è fuorviante.

Ewa, per James Gray, è “The Immigrant“: immigrata, straniera, definita agli occhi altrui da un’etichetta sociale e burocratica in negativo che si riflette sul suo mondo interiore e si fa causa di azioni, decisioni, cambiamenti. Intorno a lei si muovono l’ambiguo Bruno (Joaquin Phoenix) e il misterioso Orlando (Jeremy Renner). E un intero nuovo mondo sconosciuto che Ewa sarà in grado di capire, affrontare e manipolare per avviarsi, non senza strappi e disillusioni, verso la sua personale ricerca della felicità.

Tra il già visto del film storico, le passioni vivide del melodramma e una lettura psicologica dei personaggi in chiave spiccatamente spiritualeJames Gray si muove con sicura eleganza, anche se l’intreccio può sembrare povero e lo schema delle relazioni tra i protagonisti apparire a tratti troppo meccanico e risaputo.

E poi c’è Ewa, che non sarebbe la stessa senza la bellezza abbagliante di Marion Cotillard e la semplicità molto precisa con la quale l’attrice francese affronta da sempre l’emotività complicata dei propri personaggi. «Questa donna non ha nemmeno bisogno di parlare», ha pensato Gray quando si sono incontrarti.

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