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Che cosa curiosa la mia vita

Con l’album “This Is The Life” del 2007 è arrivata al successo internazionale e l’8 marzo uscirà il suo secondo disco, “A Curious Thing”, ma nonostante il portentoso successo, Amy McDonald è rimasta una ragazza acqua e sapone.

Una ragazza a cui piace uscire con gli amici, andare al cinema, guardare la televisione e che frequenta un ragazzo “non famoso”. Ed è proprio l’amore, oltre che una naturale maturazione personale, ad aver influenzato le sonorità del nuovo album di Amy, come lei stessa ha spiegato nel corso della tavola rotonda tenutasi a Milano presso gli studi Universal. Le canzoni sono più dolci e romantiche, ed è tutto merito del suo fidanzato, che la rende felice e particolarmente serena.

Amy Macdonald appare perfettamente consapevole di come funziona il mondo della musica, cosa che le ha permesso di mantenere la testa sulle spalle: “Sono molto orgogliosa delle mie nuove canzoni, e spero che vengano apprezzate, ma in questo lavoro non si sa mai, bisogna aspettare pazientemente e stare vedere”. Con la stessa consapevolezza la cantante sembra aver colto anche i cambiamenti che la hanno coinvolta in questi ultimi anni: la curious thing della quale parla nel nuovo disco, è, infatti, la sua stessa vita, che è cambiata in molti modi da quando ha raggiunto il successo . “Un giorno sono in Germania, il giorno dopo in Italia e quello dopo ancora in Francia” spiega. “Tutto questo è strano, ma ne sono davvero felice”. È ancora più strano perché “se fino a tre anni fa mi avessero detto che un giorno sarei stata qui a Milano, con voi giornalisti a farmi tutte queste domande, non ci avrei creduto!”.

Amy Macdonald, che si rivela amante dello shopping – anche se le firme italiane sono “troppo costose” – è rimasta a vivere a Glasgow anche dopo il successo internazionale: “Non sono una grande fan di Londra. So che molte persone pensano che se sei un musicista devi necessariamente amare Londra, ma quando si tratta di fare promozione, posso andare dovunque, non importa dove vivo”.

Fra gli artisti che hanno segnato la carriera di lady Macdonald c’è sicuramente Paul Weller: “È un fantastico autore, che ha scritto canzoni davvero incredibili”. Una delle persone più importanti nella sua vita, però, è Pete, il suo manager e produttore (oltre, ovviamente, alla band che suona con lei e al resto della crew). Di Pete dice: “L’ho incontrato cinque anni fa, rispondendo a un annuncio che aveva messo su una rivista di musica e da allora ho sempre lavorato alla produzione con lui. Ha prodotto i miei album e ha iniziato anche a fare il mio manager. Volevo che fosse lui a farlo, perché è con me sin dall’inizio”. È invece difficile scegliere un artista preferito: “Ne ho così tanti. Direi Bruce Springsteen, penso che sia un fantastico artista, scrittore di canzoni e performer”.

E speriamo di vedere anche le sue di doti on stage nel tour di presentazione di “A Curious Thing”. A tal proposito Amy Macdonald ha dichiarato di non avere preferenze fra suonare in piccoli club o su grandi palchi: “Penso che tutto vada bene e trovo molto eccitante anche il lavoro nel backstage. Ho suonato in pub vuoti, in club deserti e improvvisamente le persone hanno cominciato a notarmi e venire ai miei live. Tutto questo è semplicemente fantastico”.

Special thanks to Need2be, Vincenzo Marabita.

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