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Che sarà dell’Italietta dell’omofobia?

Presentazione milanese in grande stile, nella cornice della Terrazza Martini di piazza Diaz, per “Diverso Da Chi?”, opera prima di Umberto Carteni che, con semplicità e toni da commedia, mette in scena un ritratto fedele ma pungente della società italiana, civile e politica, di fronte al tema dell’omosessualità. Ospiti della conferenza stampa i tre attori protagonisti – Luca Argentero, Claudia Gerini e Filippo Nigro –, il regista Umberto Carteni, lo sceneggiatore Fabio Bonifacci e uno dei produttori di Cattleya, Marco Chimenz.

Nel film, quando Remo scopre di essere stato tradito da Piero, è scosso non tanto perché si tratta di una donna, Adele, ma proprio per il fatto in sé: un messaggio importante e non scontato, questo. Come si legano a tutto questo i toni da commedia?
Umberto Carteni: Appena mi è stato proposto questo copione, ho subito apprezzato il ritmo della sceneggiatura, ma soprattutto lo sforzo di mettere in scena una commedia che divertisse ma che appunto sapesse puntare l’attenzione su aspetti considerati scomodi.

Fabio Bonifacci: Aristotele diceva che per servire una medicina cattiva è sufficiente mettere un po’ di zucchero sull’orlo del bicchiere. In Italia scrivere di gay e della loro normalità può risultare ancora qualcosa di strano, anche se si tratta solamente di raccontare i loro sentimenti. Ed è la cosa più facile del mondo, perché i sentimenti sono uguali per tutti. Ma questo ancora non è patrimonio collettivo. Dopo questo film, in molti mi hanno detto “Non sapevo fossi gay!”, come se per scrivere di omosessualità fosse necessario essere gay. Un segno di pregiudizio.

E la politica in tutto questo?
Fabio Bonifacci: Oggi sicuramente il divario tra la società civile e il mondo politico è molto forte. Un tempo ero molto appassionato di politica, ma le delusioni sono state tante. Questo film – in cui il protagonista non solo è gay, ma è un vero e proprio simbolo gay per la comunità – è l’occasione di raccontare le dimensioni locali della politica, nelle sue dinamiche anche meno cristalline.

Qual è il target di questo film? Cosa ci si aspetta dal botteghino?
Marco Chimenz: Domanda difficile, anche perché in Italia c’è un pubblico che tende a seguire i propri registi di riferimento, anche se non sono mancati casi di opere prime – e anche “Diverso Da Chi?” lo è – che hanno riscosso un grande successo. Penso a “Notte Prima Degli Esami” di Brizzi, per esempio. Sicuramente il film di Carteni è rivolto a giovani adulti dai 25 ai 40 anni, attenti alla moda, gay-friendly, un pubblico prevalentemente metropolitano. Dai test che abbiamo effettuato è risultato anche che è un’opera che piace molto alle donne.

Claudia, com’è stato interpretare un personaggio sfaccettato come Adele? È stato più divertente il pre o il post-incontro con Piero?
All’inizio Adele è un personaggio distante da me: è rigorosa, rigida, ha pochi elementi morbidi. Dopo la prima notte con Piero, diventa allora la vaporosa Adele, finalmente libera. In questa seconda fase è stato sicuramente un personaggio più divertente da recitare, ma si è tratto nel complesso di un bellissimo ruolo per me.

Luca, com’è baciare un uomo?
Luca Argentero: Esistono cose ben più imbarazzanti e difficili sul set. Il problema in questo è riuscire ad essere credibili.

Filippo Nigro: Più che sulla sessualità, ci siamo concentrati sul sentimento, con l’intento di mettere in scena due persone che si vogliono molto bene.

E tu Claudia: icona gay?
Non sarebbe una novità. Già dopo la mia brevissima apparizione a “Non è la Rai” ero stata definita un’icona gay, forse perché ho tantissimi amici gay. E poi non dimentichiamo il film “La Vespa E La Regina”, in cui ho interpretato una lesbica rockettara. Piuttosto, però, mi piacerebbe che il personaggio di Adele – e questo film in generale – diventasse un’icona politica. Che qualcuno si possa ispirare a noi per cambiare la società italiana?

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