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    Cherry Lips

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It’s only rock’n’roll and we like it!

Le Cherry Lips nascono nel 2005 per volontà di Stefy e Karima tra i banchi di un liceo scientifico veronese.
L’intento è preciso: quello di riuscire a formare una band interamente al femminile, giovanissima e con il sound del rock più classico (AC/DC, Aerosmith, The Who).
Tutto rigorosamente in lingua anglosassone visto che Stefania Parks (voce e chitarra) è madrelingua inglese nonché figlia del celebre scrittore Tim Parks.
Dopo vari cambi di formazione si inserisce definitivamente Serena alla batteria mentre arriva da Trento Elisa alla chitarra solista.
Le Cherry Lips propongono un glam rock carico di contagiosa energia ed eseguito con il piglio sensuale ed aggressivo del rock al femminile.
Questo cd omonimo è il loro album di debutto ed esce sotto etichetta Andromeda Relix in una prima tiratura limitata in versione cartonata.
Il lavoro è composto da nove brani originali, scritti in vari periodi della vita del gruppo, e una cover particolarmente riuscita del brano di Cindy Lauper “Girls Just Wanna Have Fun”.
Già dalla prima traccia “Dead Or Alive? (Are You)” emerge chiaramente il genere proposto: un hard rock di matrice decisamente classica, ma allo stesso tempo fresco e moderno. [PAGEBREAK] I nove brani originali denotano già una maturità a livello compositivo e tanto ascolto di gruppi storici dell’hard rock/metal, nonostante la giovane età del gruppo.
“Haunted” è retta da una struttura ritmica incalzante e da un bel giro di chitarra, “The Race Is On” è carica di energia e personalità, così come “Right Now”; musica incisiva, senza troppi inutili fronzoli, che va dritta al punto.
Le Cherry Lips non offrono particolari innovazioni né tecnicismi di sorta, ma il loro debutto trasmette una sensazione di spensieratezza che si tramuta in puro divertimento sin dalle prime note.
Davvero ottima la cover dell’indimenticabile “Girls Just Wanna Have Fun” resa particolarmente intrigante dalla voce di Stefania Parks che ricorda non poco quella della Lauper; un omaggio ai mitici anni ottanta che molti apprezzeranno.
Chiude la ballad energica “Narcissus”, un bel finale, deciso e delicato allo stesso tempo, per un disco che lascia piacevolmente sorpresi.

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