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Chi mistica mastica…

Quando li vidi per la prima volta dal vivo due anni fa a un concerto organizzato dalla facoltà di Fisica dell’università La Sapienza di Roma, i Muro Del Canto erano una piccola e ambiziosa realtà dell’underground romano, fautrice di un efficacissimo folk rock in romanesco dalle tinte fosche che aveva appena dato alla luce il suo primo EP autoprodotto .

Due anni dopo, al concerto-presentazione del loro terzo videoclip “Chi Mistica Mastica”, estratto dal loro full length d’esordio “L’Ammazzasette”, incensato dalle più importante riviste italiane del settore, i Muro Del Canto sono pronti per il grande salto. Questo non sono solo io a pensarlo, più efficaci delle mie parole sono le tantissime persone – ogni loro concerto a Roma è praticamente sold out – che riempiono i locali durante le esibizioni dal vivo dell’ensemble romano.

Anche oggi al Blackout di Roma questa tendenza non sembra cambiata. Il locale infatti è già praticamente pieno quando i nostri fanno il loro ingresso sul palco con una formazione allargata. Oltre al classico sestetto voce-chitarre-percussioni-basso-fisarmonica il gruppo è coadiuvato da due session men rispettivamente al violino e al trombone che conferiranno una maggiore ricchezza armonica ai brani. I presupposti per il concerto evento ci sono tutti. Il pubblico balla sotto il palco trasportato dalle note e canta all’unisono con il frontman Daniele Coccia dimostrando di conoscere a menadito ogni singola parola delle canzoni del gruppo. L’album “L’Ammazzasette” viene eseguito quasi per intero, ma viene anche dato spazio a materiale inedito che, come ci annuncia la band, andrà a far parte del nuovo disco.

Arriviamo rapidamente all’attrattiva principale della serata, la presentazione del nuovo videoclip. Le luci in sala si spengono e dagli schermi alle spalle del palco vengono proiettate le immagini di “Chi Mistica Mastica” diretto da Carlo Roberti. Il video – che potete vedere qui a destra nella sezione Mediastation – forte delle sue tematiche anticlericali va così a introdurre la seconda parte del concerto caratterizzata dall’esecuzione di brani della tradizione antipapalina romana rivisitati egregiamente dal complesso.

Tanta la carne al fuoco in più di un’ora e mezza di show. Sangue e sudore sul palco e platea in festa. Per il Muro Del Canto si prospetta decisamente un roseo avvenire.

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