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Chi sarà il nuovo James Bond?

Da quando, alla vigilia della premiere di “Spectre”, Daniel Craig ha dichiarato che non sarebbe tornato a vestire i panni della spia più famosa del mondo, è iniziato un selvaggio TotoBond, e come al solito la stampa (britannica in primis) ha cominciato a seguire da vicino le quotazioni delle scommesse e le pulsioni della rete. In un’ottica storica (lasciatemelo passare, sono pur sempre 63 anni di cinema e costume), nessuna delle due linee di indagine si è mai rivelata una botte di ferro: ad esempio, già nel lontano ottobre 2005, i fan della saga non si aspettavano il ruvido Craig, e le scommesse avevano dato qualche indicazione, ma non in maniera inequivocabile.

Per farci un’idea di quali siano le possibilità dei vari candidati, guardiamo dunque con ordine a cosa propongono le pulsioni di cui sopra da diversi mesi a questa parte, ma prima di tutto rendiamo chiara una cosa: in linea di massima, qualunque attore britannico tra i 30 e i 50 anni è un favorito. Ogni anno ammiratori e membri militanti di diversi fandom spingono fin dentro l’urna i nomi dei loro favoriti, a prescindere da una verosimile possibilità o adeguatezza della candidatura. E i media, registrando queste tendenze, non fanno che alimentare voci spesso prive di ogni consistenza. Un segno positivo dell’attuale round di TotoBond è che per la prima volta emergono proposte in passato impensabili: moltissimi vorrebbero un attore di colore, qualcuno ha in mente addirittura i nomi di diverse donne.

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Da qui in avanti, passerò in rassegna solo alcuni dei nomi più gettonati, oltre ad un paio che sembra non partecipino alla gara ufficiosa, ma che ritengo ne avrebbero ogni diritto. Mettetevi comodi, ché ce ne sono di opzioni da vagliare. Iniziamo facendo un po’ di ordine, e mettiamo in panchina tutto un primo gruppo di britannici notevolissimi.

Anche prima che si sapesse con certezza che Craig stava per lasciare il seggio vacante, un’infinita quantità di attori venivano periodicamente riproposti, grazie alla fama che da anni ormai li circonda: mi riferisco, tra gli altri, a Benedict Cumberbatch, James McAvoy, Rupert Friend (perchè… Homeland), Dan Stevens (Downton Abbey),Theo James (la saga di “Divergent”) Michael Fassbender, Clive Owen, Eddie Redmayne, Ewan McGregor, Jude Law, Colin Firth. Direi che alcuni di questi non hanno più bisogno di diventare Bond, anche se sicuramente il cachet stuzzicherebbe chiunque, oppure che non hanno ancora molte frecce al loro arco, o ancora che altri ormai… hanno perso il treno. McGregor, Firth e Law, inoltre, hanno finito per interpretare ruoli da spie inglesi in film più o meno recenti, e talvolta con evidente riferimento ironico alla mancata occasione. In ogni caso, scegliamo di non considerarli come i veri contendenti del titolo.

Sorprende invece che tra gli uomini di Hollywood in poleposition non siano emersi con più insistenza i profili di attori come Luke Evans, Hugh Dancy, Kit Harington, Richard Madden o Matthew Goode. Sono tutti molto in voga, ogni tanto sono stati collegati al personaggio di Bond, ma in maniera molto superficiale. I due Stark, poi,  sono forse troppo giovani, ma tutti questi attori non godono di uno status davvero affermato ad Hollywood e dintorni, quindi Bond sembrerebbe la rampa di lancio perfetta. Ci spiace dunque, che sembrino fuori dai giochi, ma bando alle ciance, passiamo ai candidati più seri.

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Idris Elba

Settembre 2015 ha visto imperversare un’accesa polemica sulle possibilità che un attore nero vestisse i panni di James Bond: purtroppo non viviamo ancora in un’epoca in cui si riesca ad accettare facilmente che qualsiasi ruolo importante tradizionalmente riservato ai bianchi possa essere prerogativa di tutti, a prescindere dal colore o la razza. Oltre alla cronaca più attuale, basterebbe menzionare la recente discussione sulla Hermione Granger teatrale (Noma Dumezweni). Per quanto riguarda poi l’attore nello specifico, ovvero Idris Elba, c’è chi ha preferito anche un’altra via di polemica: è un tipo troppo “da strada”, non ha la raffinatezza necessaria. Baggianate, dico io: se davvero quello fosse il problema, non ha impedito a Daniel Craig di fare scintille. E poi Elba ha dimostrato savoir faire quando ha replicato allo sgarbo con ironia.

Quante chance ha? Per molti mesi è stato il nome più menzionato, adesso è il numero 4.

Andrebbe bene? Piuttosto bene: il suo John Luther ci fa immaginare un Bond ruvido come Craig, mentre il comandante di “Beasts Of No Nation” ci ha mostrato che sa essere spietato, e certamente non gli manca sensualità. Peccato non sia di qualche anno più giovane: se dovesse finire per fare tre o quattro film come Craig arriverebbe ad avere 53 anni nell’ultimo, come Sean Connery in “Mai Dire Mai”. Roger Moore in “Octopussy”, però, ne aveva 58… forse c’è speranza per Idris.

Tom Hardy by Gregory Williams

Tom Hardy by Gregory Williams

Tra la fine del 2015 e gli inizi del 2016 il mondo reclamava Tom Hardy al Servizio Segreto di Sua Maestà : dopo la sequela di film culminati in “The Revenant”, tutti si erano resi contro del suo talento, della versatilità ed il fascino rude.
Ce la potrebbe fare? Probabilmente, è quotato come numero 5. Ma non ci credo veramente.
Andrebbe bene? Tom Hardy va sempre bene, ma … sarebbe una scelta poco coraggiosa, una ripetizione anzi di quanto fatto con Craig.

Tom Hiddleston by Lorenzo Agius, Telegraph.

Tom Hiddleston by Lorenzo Agius, Telegraph.

Nei primi mesi dell’anno la spy story di John LeCarré “The Night Manager” ha spopolato in UK, poi negli USA infine anche in Italia: il caso “Tom Hiddleston For Bond” si è fatto scottante, e il suo nome rimane ancora oggi sul podio dei favoriti ma non più in cima, da quando è saltata fuori la storia d’amore con Taylor Swift (vera? Montatura? Caso geniale di trolling e marketing?). Della vita amorosa di uno dei britannici più amati degli ultimi anni ci interessa poco, e che sia questa la ragione per cui gli venga impedito di ricoprire un qualsiasi ruolo al cinema è ridicolo.

Le probabilità che sia Bond? Ci sono, è infatti il numero tre nelle liste dei bookmakers, ma è già più famoso di qualunque dei 6 attori che hanno ricoperto il ruolo al momento della rispettiva selezione.

Andrebbe bene? Ha la giusta età, e considerando come sembri quasi tradizionale l’alternanza di un interprete dai modi spicci ad uno più elegante, Hiddles si troverebbe a cogliere l’occasione al momento giusto. Personalmente però non tifo per Loki: il suo supervillain Marvel in realtà non respinge, e nonostante l’ottima prova in The Night Manager, il suo distacco non è mai credibile. Se però sapesse davvero tirar fuori la freddezza calcolatrice necessaria, nulla da ridire. In ogni caso sarebbe un’inversione abbastanza brusca dopo Craig, il che può essere un punto a favore: i Broccoli e Michael G. Wilson (produttori dei film di 007) non hanno mai fatto scelte scontate, men che meno ripetitive.

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Henry Cavill

All’affacciarsi della primavera, è tornato tra di noi lo statuario Henry Cavill nel suo svolazzante mantello da Batman in “Batman V Superman: Dawn Of Justice”: bello, eroico, piace a grandi e piccini, è atletico (anche troppo, Bond non potrebbe essere così palestrato, dovrebbe in caso sgonfiarsi un po’).

Probabilità: Cavill è sempre stato associato a Bond, anzi, già la volta scorsa arrivò secondo, probabilmente per questioni di età. Adesso invece avrebbe l’età giusta.  Ma riuscirebbe a gestire il tempo sul set di 007 con tutti gli impegni di Clark Kent e il suo super-alter ego dei prossimi anni?

Andrebbe bene? Non senza qualche riserva: nel film che è praticamente un provino per 007, ovvero “Operazione U.N.C.L.E”, non ha pienamente convinto. Anche lui piace troppo, manca quel pizzico di inaccesibilità che deve essere parte dell’agente segreto. Ma come per Hiddleston, sarei pronta a rimangiarmi tutto, se tirasse fuori tutta la scaltrezza necessaria.

Damian Lewis by David Yellen

Nello stesso periodo i bookmakers hanno cominciato a registrare molte puntate su Damian Lewis, il Brody della serie tv “Homeland”, ovvero (spoiler?) terrorista sottocopertura che riesce ad ingannare a lungo il mondo intero, o quasi. Non so davvero spiegarmi il perché questo nome sia saltato fuori, se non perché è un altro britannico di talento che ha già interpretato un personaggio insondabile, e che durante questi mesi ha fatto ottima mostra di sé prima in “Wolf Hall” e poi in “Billions”. Curiosità: la moglie Helen McCrory era Claire Dowar in “Skyfall”, ovvero il membro del parlamento che interroga M (Judi Dench) prima dell’attacco di Silva (Javier Bardem).

Quante probabilità ha? I bookmakers lo indicano al 5 posto, ma in rete non si registra un fervore corrispondente.

Andrebbe bene? Meh. Un ‘sì’ tiepido, educato. Siamo dall’altro lato dello spettro: troppo distacco, una sensualità troppo… sotterranea.

 

 

Richard Armitage

Richard Armitage

Richard Armitage: ha recitato nella serie di successo “Spooks”, che tratta proprio di agenti dei servizi segreti britannici, e tra qualche settimana lo rivedremo in tv con “Berlin Station”, dove interpreta un agente sotto copertura che deve scoprire chi sia il responsabile di una fuga di notizie riservatissime.

Quante probabilità ha? Non molte, sigh. Non rientra nemmeno tra i primi 10, e nonostante il ruolo ne “Lo Hobbit” e il fatto che abbia squagliato i cuori di molte ammiratrici nella miniserie “North & South”, non ha ancora un seguito potente come gli altri contendenti.

Andrebbe bene? Decisamente: con il suo approccio drammatico sarebbe il novello Timothy Dalton, e il ruolo nella serie “Hannibal” ci ha mostrato che sa essere anche davvero malvagio. Peccato che non abbia qualche anno in meno.

 

 

 

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James Norton

Veniamo ai due nomi che sembrano avere più chances. In cima alla classifica dei bookmakers c’è James Norton. Quasi 31 anni, un talento incredibile, carriera in rapida ascesa grazie soprattutto al ruolo dello psicopatico Tommy Lee Royce nella splendida serie crime britannica “Happy Valley” e del valoroso Principe Andrei Nikolayevich Bolkonsky nella più recente trasposizione di “Guerra e Pace” della BBC. Se non fosse Bond a lanciarlo a livello internazionale, sembra inevitabile che in un modo o nell’altro lo ricorderemo come un altro illustre contributo del Regno Unito al mondo del cinema.

Chances: alte, solo quattro giorni fa è balzato all’improvviso in cima a tutte le classifiche di scommesse, con probabilità di 1/3.

Andrebbe bene? Ha carisma, grande fascino dovuto anche ad una bellezza non ovvia, infonde ogni ruolo di un’intensa energia. Insomma, buca lo schermo. Unico handicap: Bond è un uomo nella seconda metà dei 30 anni, e Norton ha un aspetto anche più giovane della propria età. Ma trucco e costumi possono fare miracoli, no?

Il numero due invece è l’irlandese Aidan Turner, rara bellezza dalla fluente chioma corvina, capace di intensità minacciosa (il tipico protagonista dark and brooding) come di simpatica ingenuità (basti pensarlo ne “Lo Hobbit”), che dopo essersi denudato fino alla cintola prima nell’eccellente “Poldark” (nuova trasposizione dei romanzi in costume di Winston Graham) e poi in “And Then There Were None” (miniserie tratta da “Dieci Piccoli Indiani” di Agatha Christie), ha mandato in visibilio il pubblico di mezzo mondo e perciò contemporaneamente lanciato la sua campagna pro Bond.

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Aidan Turner in Poldark

Chances: altissime. Per settimane sembrava che si dovesse solo attendere conferma del suo ingaggio, e… magari la new entry di Norton è un depistaggio (per quanto appetibile)?

Andrebbe bene? Senza dubbio alcuno. Ambizioso, capace, non ancora famosissimo, età giusta, versatile… nella lista dei più quotati è il più vicino alle caratteristiche del Bond dei libri declinato in chiave contemporanea.

Prima di illustrarvi le mie considerazioni – e candidature personali- in onssequio al dovere di cronaca, menzionarò alcune delle donne candidate come possibili Bond. Jane Bond, in caso, e con tanto di benedizione dello 007 uscente.

Emily Blunt by Peter Lindbergh

Emily Blunt by Peter Lindbergh

Innanzitutto Gillian Anderson, che ha presentato la candidatura su Twitter : se Bond potesse essere una donna, lei sarebbe una delle scelte migliori. Ha tutte le qualità necessarie, ma purtroppo a 47 anni comunque potrebbe essere tardi per iniziare un percorso nel franchise.
Emily Blunt, invece non ha nemmeno il problema dell’età, ed è una tra le attrici della sua generazione di maggior talento, oltre che essere sexy e con molti ruoli diversi all’attivo. Potrebbe essere Jane Bond senza ombra di dubbio C’è anche Emma Watson ma… nemmeno mi prendo la briga di commentare. Infine, non possiamo non ricordare anche un appassionato coro che inneggia alla deliziosa Olivia Colman (collega di David Tennant in Broadchurch, e di Hiddleston in The Night Manager ):i cuori di internet sono suoi.

Ma quindi quale è il mio verdetto,vi chiederete? Ebbene, quando si tratta di casting per ruoli famosi tendo a voler facce che siano il meno conosciute possibile, perché portano con sé meno aspettative e preconcetti,sono libere di stupire. Ed in questo caso si tratta di trovare qualcuno che sappia portare sullo schermo un assortimento di qualità che non è facile trovare in una sola persona, forse impossibile.

Non faccio riferimento solo ai libri di Fleming, perché è di cinema che parliamo: ormai, che ci piaccia o meno, l’agente 007 dell’immaginario collettivo non è una figura univoca, ma poliedrica, risultato della stratificazione di tutte quelle caratteristiche che i vari interpreti e le epoche in cui i film hanno preso vita hanno conferito di volta in volta al personaggio. James Bond è un personaggio longevo, cangiante, fondamentalmente composito: ha la noncurante scaltrezza di Connery e l’elegante ironia di Moore che faceva scivolare via il personaggio con grazia anche nelle situazione più improbabili; ha pure l’incompresa fragilità di Lazenby, che i contemporanei hanno schernito come errore madornale rispetto al prototipo di uomo misogino che 007 ancora ispirava, e ha la sensibilità che Dalton riveste di freddezza. È animato dell’entusiasta piaggeria di Brosnan ed è il diamante grezzo del primo Craig, poi destrutturato e rinato a nuova vita in un percorso lungo 10 anni.

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Ci immaginiamo dunque che ogni nuovo candidato debba essere ciascuna di queste cose più una, quel pizzico in più tutto personale.  Ecco allora che tra le tante facce in cui sono incappata tra un filme una serie tv, due nomi sono balzati con prepotenza ai miei occhi: Joshua Sasse e Sam Claflin.

Joshua Sasse

Joshua Sasse

Sasse: giovanissimo (ha 29 anni) ma ne può dimostrare tranquillamente di più. Protagonista di una delle produzioni televisive più divertenti e oserei dire geniali degli ultimi anni (la serie tv musical cappa e spada “Galavant”), presto tornerà in tv, stavolta negli States, con “No Tomorrow” in cui interpreta un tipo sempre in cerca di emozioni convinto che l’apocalisse è imminente. Faccio il suo nome più pensandolo come un nominee che non come qualcuno che potrebbe davvero spuntarla.

Probabilità: Nulle: purtroppo per lui, la sua carriera è davvero agli inizi: anche se è facile immaginare che possa avere le carte in regola, rimarrebbe comunque un’incognita troppo grande.

Andrebbe bene? Sì, può dimostrare più dei suoi anni, e già solo in Galavant, nonostante il tono da commedia a tratti demenziale, si possono scorgere in nuce tutte i requisiti di un buon 007.

Meglio di lui è Claflin, anzi mi arrischio a dire che Claflin è meglio di tutti: è la scelta meno scontata, con una carriera relativamente breve alle spalle ma già molto varia. Aristocratico dal ghigno sprezzante (“Posh”), a volte debole e tormentato dai propri errori (il debutto in tv ne “I Pilastri Della Terra”), a suo agio in ruoli d’azione nei grandi franchise (“I Pirati dei Caraibi”, “Hunger Games”) e irresistibile nelle commedie (“Love, Rosie”, “Me Before You”).

Possibilità di farcela: tristemente scarsissime. Il suo nome è entrato nella mischia, anzi la stessa co-star di “Me Before YouEmilia Clarke avrebbe proposto la questione in un’intervista al Telegraph. Eppure, non c’è il buzz, né tra gli scommettitori, né online.

Andrebbe bene? Nonostante lui dica il contrario, io assecondo l’ipotesi con vigore. Sì, ha solo 30 anni, ma non ci si fa troppo caso, è atletico e virile senza essere granitico, capace di freddezza come di avvolgente sensibilità, sensuale ed innegabilmente elegante… insomma spunta tutte le caselle. Ma c’è dell’altro, una cosa forse vera anche di qualcuno degli altri candidati, che però non hanno anche tutti gli altri requisiti: Sam Claflin sarebbe un ottimo Bond-Villain. E questo è forse l’argomento vincente, soprattutto all’indomani della parabola tracciata dallo 007 di Craig, che ha seguito un tortuoso percorso tra le ombre, sempre in bilico sul precipizio, un eroe che è anche carnefice, mai pienamente dal lato degli angeli e soprattutto non sempre in pieno controllo… “Lei, Mr Bond, è un aquilone che volteggia in un uragano”, ricordate? Beh, con una briciola di avventatezza, Claflin potrebbe essere quell’aquilone.

Sam Claflin

Sam Claflin

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