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Chiedi il massimo alla tua digicam

Tantissimi flash che scattano e spettatori in delirio che cercano di immortalare i cantanti sul palco. Scena tipica di ogni concerto: peccato che tutti quegli scatti saranno solo uno spreco di tempo. Almeno con le nuove fotocamere digitali non si butta via la pellicola: se la foto viene male, basta cancellarla e farne un’altra.

Un paio di settimane fa è stato affrontato il problema riguardante la scelta della fotocamera ideale da portarsi a un concerto, è bene ora fare alcune considerazioni sulle regole da seguire per ottenere i risultati migliori.

Indipendentemente dalla macchina che si possiede, ci sono una serie di errori che spesso vengono fatti e che pregiudicano la qualità degli scatti: quello del flash è uno di quelli tipici di chi va a un concerto.

Quando si vogliono realizzare foto di soggetti molto distanti come i cantanti sul palco, il flash integrato nelle macchine fotografiche digitali non deve essere quasi mai utilizzato perché ha una portata molto breve, di solito non superiore ai 3-4 metri. In condizioni normali, tutto quello che si trova entro questa distanza viene illuminato, tutto quello che si trova oltre diventa ancora più scuro di come risulterebbe se non lo si usasse.

Questo dipende dal fatto che il flash inganna la fotocamera e le fa impostare un tempo di scatto molto basso, insufficiente a catturare la luce necessaria per far arrivare al sensore le informazioni che servono a comporre la foto. D’altra parte se non lo si usa, la fotocamera aumenta il tempo di apertura dell’otturatore e la foto risulterà mossa.

Anche ricorrendo a un cavalletto, le cose non migliorano di molto perché la scena sul palco non è statica ma è un susseguirsi di luci, evoluzioni, scoppi e tutto il resto.

Con una digicam compatta, quindi, sarà difficile ottenere buoni risultati. Partendo da questo presupposto, si può cercare di limitare i danni disabilitando innanzitutto il flash. Cercare, poi, di approfittare dei momenti in cui il palco è illuminato meglio e i cantanti sono abbastanza fermi.

Per il resto, purtroppo, si sarà limitati dal mezzo che si avrà tra le mani. Si può provare ad aumentare un po’ la sensibilità ISO, ma sopra il valore dei 400 le immagini risulteranno più chiare ma molto sgranate e piene di rumore digitale.

Con una Reflex si ottengono sicuramente risultati migliori ma vale sempre il discorso sul flash. Meglio non usarlo anche se ci si trova nelle prime file perché si rischia di ottenere una scena molto piatta.

Il sensore, però, è molto più sensibile di quello delle compatte e, quindi, si può provare a impostare manualmente un tempo di scatto piuttosto basso (non superiore a 1/30 di secondo) per evitare che la scena risulti mossa. Aumentare di qualche step, ma senza esagerare, l’ISO per ottenere immagini più chiare: apparirà un po’ di grana, ma molto meno rispetto a una digicam compatta.

Non va dimenticata, infine, la regola più importante: provare, provare e ancora provare. Ogni fotocamera, anche la reflex, ha un comportamento diverso a seconda delle condizioni in cui si scatta. Solo con molta pratica si riuscirà a padroneggiarla al meglio, ma è inutile pretendere miracoli: ci sono limiti fisici che non è possibile superare anche facendo tutte le prove del caso.

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