Home > Recensioni > Children Of Bodom: Follow The Reaper

O.F.F.

È giunta l’ora dell’album blu per i Children Of Bodom, ovviamente sempre con il medesimo concept grafico, stavolta più patinato e lussuoso che mai. Quasi a volersi uniformare all’impatto del contenitore, anche il contenuto risulta ancora più laccato e smussato che mai, a conferma che il punto di massimo della parabola è già stato toccato, a culmine di un’ascesa folgorante, e ora il futuro è più incerto e nebuloso che mai. Ovviamente questo per quanto riguarda il lato prettamente compositivo dei nostri, mentre è oramai impossile calare i Children Of Bodom da una posizione preminente dello star system dei poveri che è il metal, grazie all’immagine e la notorietà acquisite per merito di due album fuori categoria e di una label influente come la Nuclear Blast.
Venendo alle note, non si può dimenticare che “Follow The Reaper” è stato preceduto da un singolo, come tutte le altre bodomiane uscite, dal titolo “Hate Me!”. Dolci tastiere à la Nightwish, cori sguaiati, riff di scuola melodico-finnica, cantanto che in alcuni frangenti (per fortuna rari) abbandona il tagliente screaming per una trascurata voce roca, ritmiche medio-veloci (è quel medio a essere di troppo) con clamorosi break soffusi. No, questi non sono più i Children Of Bodom a cui eravamo abituati, ma non sono nemmeno una nuova creatura, in quanto nulla di nuovo transita sotto il sole, si tratta soltanto della solita carovana, che, quasi fosse stata bastonata, percorre un tragitto decisamente più agevole, lento, trascinato, orecchiabile, pacchiano e, sostanzialmente, deludente.
Ma ora non buttate la copia di “Follow The Reaper” che avete già acquistato sulla fiducia. No, perché il sound bodomiano è sempre presente e godibile. La stessa “Hate Me!”, per quanto inconsistente per alcuni punti di vista, è addirittura ballabile; gli stessi cori, per quanto facciano strabuzzare gli occhi, si possono ugualmente cantare; lo stesso Alexi Laiho, per quanto non sia più accomunabile al malvagio urlatore che ricordavamo, resta sempre un ottimo cantante/chitarrista, degno di stima e rispetto, non fosse per la moglie che si è scelto. Perciò la cosa migliore è uscirsene con un bel “die hard fans only”, e a casa tutti gli altri, in particolare coloro che della corrente estrema del Bodom-style si erano innamorati.

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