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  • Chimaira: The Impossibility Of Reason

    Chimaira

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Segni di ripresa

I Chimaira sono tornati. E con questo non mi riferisco soltanto al fatto che siano di nuovo tra noi con un album fresco fresco di stampa, ma più semplicemente che siano tornati i Chimaira di un tempo, quelli che un paio di anni fa destabilizzarono l’underground metal-hardcore americano con quel piccolo gioiello chiamato “This Present Darkness”. Dopodiché arrivò il debutto su lunga distanza (e sotto major), quel “Pass Out Of Existence” che pur rimanendo un discreto album, aveva tagliato le ali al gruppo, non permettendogli di esprimere tutte le proprie potenzialità. Ed ecco allora arrivare “The Impossibility Of Reason”, con cui i Chimaira sembrano voler chiarire definitivamente la questione, spiegandoci a modo loro chi sono i veri Chimaira e regalandoci un album fenomenale. L’assalto parte con “Cleansation” e le sue mitragliate di doppia cassa non possono che far venire alla mente i migliori Fear Factory, di cui i Chimaira sono forse i veri e migliori eredi. Rispetto alla release precedente tutto è maggiormente focalizzato: maggior velocità, maggiore potenza, compattezza e affiatamento della band, andando così a creare dodici killer songs una più bella dell’altra. Dopo il mid tempo della title track e il suo fraseggio southern finale, si passa alla potenza e alla velocità di “Power Trip”, che ci arriva in faccia come un treno lanciato in folle corsa. Ma non è finita qui perché sono davvero molte le frecce pronte ad essere scoccate: “Pure Hatred” che fonde dinamismi hardcore e partiture Slayeriane, oppure i richiami a Strapping Young Lad presenti in “Crawl” la chirurgica e cibernetica ferocia di “Stigmurder” e “Overlooked” per arrivare forse alla traccia più bella del disco, “Down Again” dove Mark Hunter, vocalist della band, dimostra di saper usare le proprie corde vocali in modo egregio, andando a interpretare un refrain che non avrebbe di certo sfigurato all’interno di “Demanufacture” o di “Obsolete”. Se conoscevate e apprezzavate di già la band americana, correte nel vostro records store di fiducia e non lasciatevi scappare questo “The Impossibility Of Reason”, a maggior ragione se eravate stati delusi dal precedente, scialbo lavoro della band. Se invece non avete bene presente di cosa si stia parlando, immaginate la perfetta sintesi di ciò che avrebbero dovuto fare bands come Fear Factory e Machine Head ai tempi di “Obsolete” e “The More Things Change”, invece di intraprendere successivamente strade quantomeno discutibili, e capirete di che pasta sono fatti i Chimaira. La miglior release in questo campo per il 2003.

P.S. piccolo appunto per quanto riguarda la politica dei promo cd iniziata dalla Roadrunner: ma pensate davvero che inserire a metà di ogni traccia una voce che recita: “Chimaira, The Impossibility O Reason, in stores in May” tagliando così assoli, bridges di chitarra e quant’altro serva davvero ad evitare la pirateria musicale sul web? Non è forse vero che il giorno dopo dell’uscita nei negozi di questo album, circoleranno decine di mp3 per la rete? E allora mi chiedo che senso ha tutto questo…

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