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  • Chopigula: Sunshine Over The Circus

    Chopigula

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Non è ormai una novità, quella delle band che si costituiscono tramite file-sharing. Ciò che più che altro distingue i Chopigula è la distanza (e il fuso orario) che intercorre tra Shade Slicer e Scott Charaund: dall’India al Texas, il passo non è poi così breve, per non parlare del retroterra musicale.

Che poi il titolo del loro EP sia una mezza presa in giro, lo si capisce al primo ascolto: non c’è traccia di luce del sole all’interno di “Sunshine Over The Circus”, ma c’è una buona quantità di circo – non propriamente quello con i clown, ma un circo oscuro, lynchiano!, una sorta di grande cervello labirintico foderato di suoni elettronici e ritmi ciclici e pattern sonori che dispiegano tutta la loro sapienza e varietà.

I Chopigula hanno ben chiaro quale sia il loro imponente (e altrettanto ambizioso) progetto teorico, ma se una delle loro intenzioni è quella di liberare il suono, non è del tutto riuscita, nella dimensione conchiusa e claustrofobica dei loro brani. Per quanto spaziosi essi siano. Si sospetta che dal vivo ci possa essere un’apertura maggiore, quella che in parte si sente nell’ultimo brano dell’EP, “Texno”.

Numerose volte paragonati agli Animal Collective, è probabile che i Chopigula siano più radicali e abbiano intenzioni più chiare degli Animal Collective. Questo però non li rende una band migliore. Sfatiamo un mito: i dischi tutti “di pancia”, senza una dichiarazione d’intenti, sono nella maggior parte dei casi pessimi, e non sarebbe sconsigliabile una collaborazione del cervello. Ma se i Chopigula fossero un’enciclopedia online a contenuto libero, sarebbero Wikipedia: sembrano sapere tutto, ma sono freddi, non sempre attendibili e i maestri elementari li sorvegliano di tanto in tanto per controllare che gli alunni non copino.

Che i Chopigula citino tra le proprie influenze la ghiandola pineale va bene e rimanda a quelle realtà di terzo occhio che ci si aspettava sarebbero state messe in campo. Che invece parlino di “inizio di crociata per la liberazione della mente” e di “sbrigliare i misfatti dei tirannici riduttori del suono sulla Terra” è un po’ passare il segno.

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