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Christian Bale: In lotta con la vita

Una settimana fa Christian Bale è riuscito a conquistare quell’Oscar che rincorreva da tanto. Per molti è l’anti-DiCaprio, eppure entrambi hanno due carriere abbastanza simili, nate molto presto anche se molti versi forse ora è Bale a suscitare l’interesse più forte tra i grandi autori e il grande pubblico.

È uno degli attori più trasformisti sulla faccia della terra, come lui pochissimi riescono ad entrare così bene nella parte tanto da perdersi non solo intellettualmente ma anche fisicamente. Già, il suo fisico, un corpo da modellare a piacimento sul ruolo che interpreta, argilla che sa trasformare come e quando vuole. Un po’ Robert De Niro, un po’ Daniel Day Lewis. Ma Christian Bale non ha bisogno di paragoni per essere riconoscibile, è riuscito infatti in pochissimo tempo ad essere incofondibile in un mare pieno di pesci diventando un predatore di ruoli complessi e bellissimi. Certamente di lui ci si ricorda maggiormente per essere l’uomo pipistrello, ma anche nell’interpretare un personaggio come Bruce Wayne ci vuole originalità e coraggio e lui ci ha messo estro e talento disegnando sul suo fisico un Batman più oscuro, misterioso e tenebroso di quanto si fosse visto in precedenza.

Forse è stato proprio il destino a dargli l’opportunità di vestire i panni di un supereroe che assomiglia tanto al suo modo di essere almeno nel lavoro: si sono dette molte cose su Bale, alcune non molto lusinghiere ma ciò che si deve sottolineare è che per ogni ruolo l’attenzione, la forza e la determinazione sono complete, uniche, potentissime.
La passione della sua recitazione è il filo conduttore più forte che lo lega al pubblico che pur avendolo scoperto relativamente tardi lo ha già eletto come uno dei suoi idoli.

La leggenda Bale nasce nel 1974 in una piccola cittadina del Galles, all’età di 8 anni è testimonial di una marca di jeans per bambini, poi arriva Spielberg e “L’Impero Del Sole”, il suo primo vero ruolo dopo pochi anni di gavetta a teatro e in TV. Un ruolo di una profondità unica in cui Bale recita quasi come un adulto a soli 13 anni. Era solo l’inizio della carriera di un attore che avrebbe fatto della passione quasi vorace il suo marchio indistinguibile.
A metà degli anni ’90 aveva già lavorato con Kenneth Branagh, Gillian Armstrong, Jane Campion: tutti videro in lui quella forza e quell’impulsività che rendono un bravo interprete un grande attore. E nel 1998, colui che era poco più di un ragazzo diventa uomo nella mani di Todd Haynes l’indimenticabile “Velvet Goldmine“, film-icona del glam rock anni ’70.

Diventa uomo, Bale, e diventa anche feroce serial killer in “American Psycho” di Mary Harron. Due ruoli importantissimi a distanza di un paio d’anni e che cosa hanno in comune? Solo il modo in cui Bale decide di interpretarli, utilizzando la stessa forza in modo diverso, pechér un attore, un grande attore, sa anche come usare il suo potenziale. E allora l’Arthur di “Velvet Goldmine” sarà un quasi-uomo che cerca la storia del suo passato, un po’ dimesso, un po’ curioso ma mai esagerato, una forza implosa un po’ diversa da quella scatenata in “American Psycho”, quasi erotica e certamente mortale.
[PAGEBREAK] Non succederà molto nella sua carriera fino al 2004 con “L’Uomo Senza Sonno“. Bale perde 30 chili per interpretare forse il ruolo più importante della sua carriera fino a quel momento, ed è qui che si vede in modo netto cosa è capace di fare Bale con il suo corpo che non è altro che uno strumento.
Corpo, voce, sguardo, sono tutti mezzi per arrivare ad uno scopo, l’assoluta veridicità del personaggio che per Bale è quasi un’ossessione.
Da quel momento in poi la sua carrierà è tutta in salita: Malick, l’arrivo di Nolan che lo dirigerà in “The Prestige” oltre che nei film dedicati all’uomo pipistrello, Herzog, di nuovo Haynes, James Mangold e Michael Mann, insomma la carriera di Bale non si è fermata solo a Batman, ma si è arricchita di ruoli molto complessi, sfiancanti soprattutto a livello fisico.

L’Oscar arriva per “The Fighter” dove Bale interpreta in maniera umanissima Dicky Eklund, uomo distrutto dalla droga e dai pugni tirati a boxe ma che ha ancora dentro un’inestinguibile forza di vivere e di lottare. Eklund assomiglia a Bale più di quanto non si immagini se non altro per quella voglia di non arrendersi mai davanti a nessun ostacolo neanche fisico, di fare a pugni con la vita fino a quando non si esce vincitori.

Questo è Bale: è un prestigiatore, è un trasformista, è un mago, è molte cose ma è soprattutto e prima di tutto un attore che ha incantato tutti. Comprendere cosa si celi esattamente dietro al suo fascino, quale sia quell’ingrediente segreto che rende magico ogni ruolo è certamente difficile da racchiudere in una sola parola. Alla base di tutte le sue infinite qualità, c’è sicuramente quella la verità che sta in fondo al cuore dei suoi personaggi e che li rende così simili e così vicini a noi: Bale dà l’impressione di essere un attore egoista, ma inconsapevolmente regala emozioni che per quanto diverse hanno tutte lo stesso denominatore, la sincerità.

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