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Christian Frosio: Mille Direzioni, il nuovo album brano per brano

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Si intitola “Mille Direzioni” il primo disco ufficiale del cantautore bergamasco Christian Frosio. Un approdo che avevamo già in qualche modo gustato attraverso le anticipazioni video dei singoli “Apri La Finestra” con le splendide animazioni di Michele Bernardi e a seguire “La Nostra Casa”, sempre firmato dalla regia di Frosio. E oggi è la storia di un disco che racchiude tutte le sue mille direzioni in cui puntare lo sguardo e il cammino. Un lavoro che parte dall’abbandono per rifugiarsi in una risposta, una rivoluzione, una personale sfida alla resistenza. Un disco che si apre con il singolo “Anime Leggere” di cui troviamo il bellissimo video in rete sempre diretto dallo stesso Frosio e che custodisce altri 5 inediti di bel canto leggero nella forma ma intenso nei contenuti. Un’autoproduzione davvero corposa segno anche di grandi ascolti e di raffinato gusto che attinge a piene mani dal mondo delle grandi scuole tradizionali, quelle che permettono il magico incontro tra la canzone d’autore e il vero pop italiano.

Christian Frosio, “Mille Direzioni” brano per brano

Anime Leggere

Il singolo che anticipa l’uscita dell’album di cantautorato-rock “Mille Direzioni”, primo lavoro del cantautore bergamasco. È una canzone che l’autore definisce “universale” perchè riguarda l’esistenza dell’uomo (così come di ogni cosa attorno). Musicalmente il brano si ispira alla figura del cerchio, in cui tutto scorre e ritorna: la canzone inizia e conclude con la stessa strofa e con la frase chiave “siamo anime leggere ma non ci accorgiamo che tutto scorre”. Il loop della batteria nelle strofe, l’andamento regolare e cadenzato del brano, sono volti a sottolineare questo movimento.

Apri La Finestra

E l’invito all’anima nel fine vita a lasciarsi andare e l’invito a reagire per chi resta. Apri la Finestra è un’immagine con una doppia valenza: speranza nell’apertura, sofferenza e solitudine nella chiusura.

Una canzone in cui il fine vita e la speranza di una nuova nascita si intrecciano, legandosi a doppio filo.

Distante

La consapevolezza che una relazione è finita ed è necessario reagire con forza per staccarsi da una situazione che, pur nell’evidenza della sua conclusione, tiene ancora legati. La canzone è una reazione di orgoglio, il recupero con forza della propria dignità, che è stata calpestata da chi non vuole (ma desira inconsciamente) essere ancora protagonista della vita dell’altro.

La Nostra Casa

L’immagine della “Nostra Casa” è il simbolo del desiderio non realizzato di un’unione: il desiderio del focolare domestico e l’impossibilità di soddisfarlo (pur desiderandolo). Quello che ne deriva è la solitudine e l’abbandono.

Le atmosfere oniriche delle armonie aperte della prima parte portano ad una dimensione sospesa in cui il desiderio di unione è realizzato solo nella dimensione che appartiene al sogno, e quindi non al reale. L’immaginazione e la fuga dal reale è l’unica azione salvifica della condizione dell’individuo.

Anche Se È Natale

Un divertessement. È l’unico brano del disco in cui non c’è la presenza di chitarre elettriche. Qui fanno la comparsa diversi strumenti tutti suonati da Christian Frosio: dalle piccole percussioni ai suoni del Clavinova (organo, clavicembalo, vibrafono, cori oltre al pianoforte stesso), agli inserti quasi inintelligibili della voce effettata all’interno di un testo volutamente ripetuto e non elaborato.

Giocare Col Vuoto

È un vaneggiamento a seguito del ritrovarsi con in mano un nulla, rispetto al miraggio (falso) delle premesse racchiuse nei piccoli gesti che avvicinano l’attrazione di due persone.

La parte centrale del brano, in cui fanno la comparsa le chitarre elettriche, è il conseguente smarrimento che si realizza nella solitudine, l’insofferenza (ma la necessità) verso tutte quelle strade percorse e da percorrere in cui il viaggio è il girovagare di un naufrago. Un naufrago alla deriva ma, grazie al desiderio del ritorno, salvato dalla follia. Cosa ne sarebbe infatti di Ulisse senza Itaca? Giocare col Vuoto è il naufrago che si perde (e vuole perdersi) anelando comunque al pensiero e al ritorno al suo porto sicuro.

Mille Direzioni

Vive nella situazione dell’incertezza di una relazione crepuscolare: la necessità del lasciare qualcosa che non ha più possibilità di continuare, e l’incapacità di rinunciare a ciò che è stato pilastro della propria esistenza. Il superamento che si sa necessario è difficile da prendere con decisione, pur essendo consapevoli dell’impossibilità di risolvere situazioni che non sono in realtà risolvibili.

Guarderò Lontano

È la canzone più lunga dell’album. Guarderò lontano è un cambiamento che si sta mettendo in atto. È il desiderio di superamento (senza riferimenti precisi nel testo), a sovrastrutture sociali, sentimentali, culturali in cui più non ci si riconosce. È il desiderio di perseguire la strada dettata dalla propria indole.

Questo cambiamento dichiarato e messo in atto può però portare a scontrarsi con chi si ha a fianco, persone ma anche situazioni, e il rischio serio nell’unica possibile realizzazione degli intenti, è quello di restare soli.

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