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  • Chrome Hoof: Pre-emptive False Rapture

    Chrome Hoof

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Dei delitti del kitsch e dell’intrattenimento

Ché è cominciata così, e poco si è potuto fare: uno stuolo di fieri sostenitori del pensiero unico anche in senso inverso, dove il conservatorismo viene visto nel non saper godere di musiche così spudoratamente kitsch e follemente vacui. Suoni preda di umori contrastanti, tra i lasciti iconografici del Sun Ra più stereotipato, le derive psych-dance in grado di controbattere a una versione rock dei !!! e i simulacri del gothic metalrock più vago ed etereo possibile. Chi ci rimette, ovviamente, è la musica.
Non che i Chrome Hoof abbiano alcun difetto. Nati per mano degli Smee Bros., di cui Leo gravita nell’orbita Cathedral e molto altro, si limitano ad essere una (big) band ad assetto variabile e scopo prefissato: divertimento. Purtroppo, o per fortuna per loro, vengono presi troppo sul serio e da fantastica occasione di carnevalata in grado di rimettere in discussione le scelte politiche del circondario, diventano l’ennesimo trofeo da immolare sull’altare dell’alloro e della consacrazione forzata. E qui sta la fregatura, e l’impiccio; il rischio che li si voglia barattare per la versione post-moderna dei Queen di turno, come già gli Arcade Fire prima di loro (i quali si sono brillantemente liberati dall’impiccio) e molti altri. Nel frattempo speriamo che la poco resistibile miscela di pop-metal esagerato e ricco di fiati, leitmotiv e colori prenda il volo sulla strada del loro delirio, evitando di far imbrigliare le proprie energie nel giogo del mercato.
Il problema, al solito, è l’ascoltatore. E la mancanza di curiosità. E Disco-Grind è una definizione veramente discutibile.

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