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Chthonic: Un’isola alla guerra

Lunga chiacchierata con Doris Yeh, bassista dei veterani taiwanesi Chthonic, intorno all’ultimo lavoro in studio della band, “Takasago Army”. Occorre ammetterlo: il malloppone è pressoché indispensabile per capire le basi dell’ispirazione di una band proveniente da un contesto tanto lontano dal nostro.

Ciao e benvenuta su LoudVision! I Chthonic esistono da molti anni. Ma i nostri paesi sono molto lontani l’uno dall’altro, vi andrebbe quindi di introdurre la band ai fan italiani?
Siamo la band “orient metal” proveniente da Taiwan, in Asia orientale. Abbiamo di recente pubblicato il nostro sesto album dal 1996 e abbiamo suonato a Fuji Rock (JP), Ozzfest (US), Wacken Open Air (DE), Download Festvail (UK), Loud Park (JP), nonché in molti altri tour europei e nord-africani durante questi anni. Scriviamo canzoni basate su miti, eroi e storie d’Oriente, talvolta ispirate a vicende storiche e politiche sensibili in Asia, Europa o Nord America. Ma sono giusto la sfondo, quello che vogliamo esprimere attraverso l’album è “il differente spirito di un essere umano in epoche diverse”. In particolare, amiamo rivelare lati nascosti della storia che il governo non vuole dirci. Così i fan non solo amano la nostra musica, ma anche le storie dietro il concept dell’album

“Takasago Army” è il vostro secondo album per la Spinefarm Records. Come siete entrati in contatto con questa etichetta europea?
Dante, il nostro manager della Spinefarm UK, ci teneva d’occhio sin dal nostro quarto lavoro. Così, quando abbiamo sondato la compagnia per le pubblicazioni degli album successivi, siamo entrati in contatto con lui
[PAGEBREAK] Parliamo del disco. Interessante: è un concept? Di cosa parla?
Quando i giapponesi vennero a Taiwan nel 1895, chiamarono Taiwan “Takasago”. Il titolo del disco vuole quindi rappresentare tutti i soldati di Taiwan coinvolti nella Seconda guerra mondiale. Nella prima parte del conflitto esisteva un’unità taiwanese da combattimento, i Volontari di Takasago. L’esercito imperiale nipponico reclutò migliaia di indigeni per combattere le più dure battaglie sui campi del Pacifico meridionale. Innanzitutto perché erano fisicamente meglio abituati a combattere nei climi tropicali rispetto ai giapponesi e perché, altra ragione importante, padri e nonni di alcuni di questi indigeni avevano combattuto contro l’impero dieci anni prima. Lottarono con determinazione e morirono con coraggio, durante l’episodio noto come “l’incidente di Wushe”, che fra l’altro è anche il concept del nostro quarto album, “Seediq Bale”. Questo indimenticato evento impressionò profondamente i giapponesi così che, quando dieci anni dopo cominciarono la guerra nel Pacifico, reclutarono la progenie di quei coraggiosi indigeni per partecipare alle ostilità.
I soldati di Takasago furono sempre mandati in prima linea, operando nelle più difficili missioni per combattere statunitensi e australiani. Furono anche impiegati in una missione suicida, portata a termine dal gruppo noto come “Corpo attacco speciale Kaoru”. Grazie alla loro aggressività e ai prodi sacrifici, i Volontari conquistarono il massimo rispetto da parte dei soldati nipponici.
Nel disco, tuttavia, l’espressione “Takasago Army” è usata per comprendere tutti i soldati taiwanesi, non solo indigeni, perché nel pieno della guerra circa 200mila isolani vennero reclutati dall’esercito imperiale giapponese, facendo tutti fronte alle stesso destino, proprio come i Volontari.
Dopo la resa del Giappone e la fine della guerra, l’esercito nazionalista cinese, il Kmt, si ritirò a Taiwan a causa del conflitto interno alla Cina. L’occupazione seguì poco dopo. A causa dell’odio che si era generato tra cinesi e giapponesi, dire di aver combattuto per gli imperiali durante la guerra mondiale equivaleva ad essere etichettati come “traditori della nazione” ed essere spediti in cella, se non uccisi. Alcuni di quei soldati scelsero di nascondere il loro passato, altri vennero nuovamente arruolati e spediti a combattere la guerra tra cinesi sul continente. Alcuni vennero catturati dalla fazione opposta e mandati di nuovo a combattere, stavolta in Corea. La maggior parte di loro non tornò mai a casa, ma i loro nomi non sono stati segnati nelle pagine della Storia.
Quando i nazionalisti cinesi arrivarono a Taiwan, non trattarono bene gli isolani, giudicando il luogo come una “base temporanea” per rifornirsi di risorse e tornare a combattere nell’entroterra cinese. Quindi si impossessarono delle proprietà lasciate dai giapponesi, che avrebbero dovuto appartenere al Paese. Misero in pratica politiche inique nei confronti dei taiwanesi e, anche se in generale molto meno educati in confronto, esercitarono il potere. Cosicché nel 1947 si giunse a una rivolta contro gli occupanti. Ma i cinesi detenevano tutte le armi migliori e venne compiuto il tragico massacro noto col nome di “Incidente 228″ e raccontato nel nostro quinto album, “Mirror Of Retribution”. Morirono più di 200mila taiwanesi, tra cui molti membri dell’èlite. In questa occasione i ribelli avevano chiesto a molti ex-soldati di Takasago di unirsi alla rivolta, a motivo della loro grande esperienza maturata nella guerra del Pacifico. Alcuni ex-Volontari accettarono quindi di combattere contro l’esercito cinese. Il nostro Wubus Bawan è un personaggio inventato, ma alcuni sopravissuti alla guerra mondiale vennero veramente coinvolti nell’Incidente.
[PAGEBREAK] Abbiamo creato una fine per l’album. Prima che Wubus combatta fino alla morte sull’ultimo campo di battaglia dell’Incidente 228 – di fronte al tempio Sing Ling, come nella realtà storica – lascia le sue volontà al suo compagno tra i ribelli. Costui è anche un mediatore con la capacità di andare all’inferno – coerentemente con le credenze locali – con l’obiettivo di rubare il Libro della vita e della morte dal Re fantasma. L’intento sarebbe riscrivere la storia e distruggere la tirannia dell’esercito cinese. La missione è porre termine alle prolungate, tragiche sofferenze del popolo taiwanese. Il mediatore è il protagonista inventato del nostro quinto album. Insomma, abbiamo organizzato gli ultimi tre dischi come una trilogia, in quanto si collegano l’uno all’altro e l’ultimo, “Takasago Army”, costituisce il secondo episodio anche se è arrivato per terzo

Chi si occupa delle canzoni e dei testi?
Freddy, il cantante, scrive i testi in taiwanese per la versione nostrana del disco. Poi abbiamo il nostro amico canadese Joe Henley – che fra l’altro suona nella band dei Revilement a Taiwan – che si occupa della traduzione in inglese. Abbiamo sempre due versioni per ogni disco. Lo stesso Freddy e il chitarrista, Jesse, stendono la prima struttura delle canzoni e gli altri membri collaborano alla composizione

Qual è il significato della copertina?

Nell’infuriare della battaglia, il giovane soldato Wubus, discendente della tribù Seediq, ha infine scoperto la propria missione insieme alla sua dignità e identità. Egli non appartiene né al Giappone né alla Cina né a nessuna nazione intrusa. Adempie all’obbligo del suo tragico destino e, ora, può con orgoglio usare il coltello di famiglia per tatuarsi il simbolo della cultura della sua tribù
[PAGEBREAK] Che significato può avere una musica simile al black metal in una terra non cristiana come Taiwan?
Da noi i cristiani sono appena il 5% della popolazione. Un maggior numero di persone segue buddismo o taoismo. Quindi, seriamente, non abbiamo la cultura che ci motivi a scrivere testi come quelli delle band black metal europee. Anche se all’inizio ci ispiravamo ai filoni black, death e thrash, gradualmente abbiamo tratto maggiore ispirazione dalla cultura e dalla storia locali. Questo è il motivo per cui i nostri album si concentrano su mitologia ed eventi storici dell’Asia orientale. Questa spiegazione dovrebbe convincere chi si chiede perché definiamo il nostro genere “orient metal”

Fatta eccezione per alcuni testi non in inglese e per alcuni sintetizzatori, la vostra musica suona molto europea. Non è così? Quali sono le vostre fonti di ispirazione, musicalmente parlando?

Negli ultimi 400 anni, Taiwan è stata colonizzata e occupata da molti popoli, così che ci sono innumerevoli ricordi dolorosi e toccanti nella nostra storia. Allo stesso tempo, ci sono più di venti tribù nell’isola a dipingere vivaci sistemi mitologici. Secondo me, questi due aspetti delle vicende stanno al cuore dello spirito dei taiwanesi, fornendo alla band l’ispirazione per scrivere la propria musica e le proprie storie. Non possiamo negare che la musica metal occidentale ci abbia ispirato e ci abbia fornito un utile “strumento” per coltivare la terra. Ma non possiamo neanche negare che usiamo i nostri elementi culturali come “semi” da cui ottenere riso e frutta

Navigando su internet, si trovano definizioni dei vostri testi come “miti, leggende e nazionalismo taiwanese”. Siete d’accordo?

Miti e leggende sono le basi della nostra musica. Riguardo a “nazionalismo”… dipende cosa si intende. I Chthonic non c’entrano niente con le ideologie come il nazismo. Taiwan è stata una nazione oppressa da altri paesi per centinaia di anni, di certo noi non abbiamo mai oppresso nessuno. Semplicemente, i Chthonic scrivono storie e canzoni su Taiwan, come fanno tanti altri artisti e band. Come cittadini di una nazione oppressa per secoli, non penso sia onesto giudicare se siamo nazionalisti o no. Oggi il Tibet lotta per la sua indipendenza, ma sarebbe corretto dire che i tibetani sono nazionalisti?
[PAGEBREAK] Perché avete scelto la parola Chthonic (= infernale) come nome della band? Proviene dalla mitologia occidentale. Come si relaziona col vostro mondo?
I Chthonic si sono formati nel 1995. A quel tempo diversi dei membri erano ancora studenti universitari e trovarono questa parola in un dizionario. Il significato si relaziona alle anime nell’altro mondo. Io e Jesse siamo arrivati nel 2000: se fossi stata la leader della band agli inizi, non avrei mai scelto questo nome eheh! E una delle ragioni è che la parola è difficile da pronunciare anche per i nostri fan occidentali!

Che ci puoi dire della scena hard ‘n’ heavy nel vostro Paese?
Il numero di band metal è cresciuto molto negli ultimi dieci anni e penso che YouTube e le altre tecnologie abbiano dato una mano. A Taipei ci sono uno o due concerti metal alla settimana. Ci sono poi sempre più band famose che scelgono Taiwan come una tappa importante nel pianificare i loro tour in Asia. Io continuo ad essere ottimista!

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