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  • Chuck Ragan: Covering Ground

    Chuck Ragan

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A Bukowski comunque va bene

Chuck Ragan prima di essere Chuck Ragan e basta faceva parte degli Hot Water Music, i quali suonavano un genere punkeggiante in nome di Charles Bukowski; venti anni di palchi in tutto il mondo e poi si chiude perché è il momento di fare del folk vero.

Le atmosfere caserecce dominano il decalogo della musica tradizionale, fatta di tamburelli sonanti, violini dalle più disparate vene emotive, liriche rinforzate dalla corposità bucata delle corde vocali di colui che si definisce il Jack Kerouac (quello di “On The Road”) dell’acustico.
L’armonica a bocca dà il tocco country in “Seems We’re OK”, confermando che per il cantautore c’è una stretta connessione tra il folk e il genere nato negli anni ’20 nel Sud degli States.

Questo LP piacerà a chi seguiva Chuck già da tempo e sicuramente a nuovi adepti della sua branca musicale; le mentalità aperte gusteranno il lavoro ma senza grandi sorprese, mentre chi pensava che “folk” fosse una parolaccia rimarrà dov’è.
La limitatezza è di fatto la pecca udibile.

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Contro

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