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    Chuma Chums

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I Gogol Bordello del Veneto

Questo terzo disco dei super veneti Chuma Chums va a compensare tutte le volte che, sentendo i miei compaesani parlare alla TV (non a Treviso) ho provato grandissimo imbarazzo.
Come suggerisce il titolo, musicalmente sono molto vicini ai Gogol Bordello ma in più ci mettono quel tocco di HC che definirei la punk-venetitude.

Nascono come un gruppo di percussionisti della strada, infatti i temi dell’album sono parecchio del ghetto, e piacciono molto. C’è da dire che le tracce hanno dei mood sonori molto diversi tra loro, come unico filo conduttore ci sono il dialetto (che giocherelloni) e i bonghi.

Se dovessimo fare un paragone, molto probabilmente sarebbe il seguente: questo disco è come l’amico sfigato (o l’amica cessa per le ragazze) con il quale si esce spesso perché ci si sente a proprio agio e migliori. Alla fine li scherziamo, molte volte li snobbiamo ma poi ce li portiamo dietro volentieri. Ecco questo è il classico disco che se ti parte random sull’iTunes, per esempio, a lavoro, lo skippi arrossendo; ma comunque lo tieni lì, buono, nel tuo portatile.
Bravi.

Pro

Contro

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