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Ci sono un Ale, un Franz e un Enrico Ruggeri

Chi è Ale? Chi è Franz? Che ci fa Ruggeri con quei due? Che ci fanno quei due con Ruggeri? Riusciranno i Nostri a sbaragliare la concorrenza delle zanzare e conquistare la simpatia del folto pubblico delle tribunette dell’Idroscalo di Milano? La sera di giovedì 17 luglio si presentava densa di interrogativi, ansie, ma soprattutto tanta voglia di divertirsi!

 

Ale&Franz, dai che li conoscete! Sono quelli che se siete a un loro spettacolo e vi chiedete chi è Ficarra e chi Picone, vi trovate nelle mie condizioni. Celebri per i loro sketch a Zelig, li ricorderete per il magico momento della panchina. Com’è nata l’idea di una collaborazione con Enrico Ruggeri lo raccontano candidamente i due sulla loro pagina web: per caso, “certo che sarebbe bello fare qualcosa insieme”, si ripromettevano a ogni incontro sui set televisivi.

Scatta la scintilla e qualche tempo dopo i due appaiono nel video di “Qualcosa Di Diverso”, brano tratto dall’ultimo disco di Ruggeri “Frankenstein 2.0”.

Allora perché non fare uno spettacolo insieme? Eccoli tutti e tre dunque in “C’è Un Tedesco, Un Francese e Un Italiano”, recital in cui Ale e Franz fanno un po’ i comici e un po’ i musicisti e Ruggeri un po’ il musicista un po’ il comico. L’idea che Enrico si possa reinventare come comico (dopo essersi reinventato insegnante di italiano, musicista coi capelli, musicista senza capelli, poeta, romanziere, conduttore di programmi tv che prendono il nome dalla risposta alla domanda ”quanto si chiede, quanto si dà, quando si ama davvero?”) è estremamente suggestiva, dolcemente complicata, diciamo anche sbagliata. Ma dato che a celebrare la sua vis comica ci pensano già Ale e Franz, con buon profitto per lo show e tante risate del folto pubblico delle tribunette, io vorrei rendere il giusto onore alla performance canora di Ale sulle note de “La Canzone Della Verità” in apertura di spettacolo, grazie Ale.
Sul palco dell’Idroscalo ai classici sketch del duo comico (la panchina, i vecchietti, i gangsters), si alternano i successoni di Ruggeri (“Mistero”, “Mare D’Inverno”, “Quello Che Le Donne Non Dicono”) e i suoi maldestri tentativi di raccontare la barzelletta che dà il nome allo show. Non ci riuscirà che nel finale, dopo essere stato interrotto una dozzina di volte da Ale&Franz, e a patto di cantarla (“alla maniera dei giovani”) in freestyle.

Il pubblico ha caldo è caldo e mostra di gradire molto lo spettacolo, la deliziosa cornice in cui si svolge, la spensieratezza con cui sono trattati temi anche piuttosto seri – in “In un paese normale” ad esempio, accorato pamphlet politico che mostra le ferite del Belpaese e rispolvera la canzonatissima questione morale e la necessità di cambiare “prima che il fuoco dei sogni perduti diventi per sempre spento”. Nella barzelletta invece (se non la conoscete andate il 20/7 a Torino) a vincere è l’Italia, che si conferma quindi paese di santi poeti e vincitori nelle barzellette.
La serata d’altronde non si chiude su questa risata amara, ma sul basso rotolante eighties di Contessa che ci fa balzare tutti in piedi e festeggiare. Eravamo venuti per divertirci, ci hanno accontentati.

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