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Ci spia ed è figlio della RIAA?

Questo è quanto sostiene TechCrunch. Sembra che la voce fosse in giro già da tempo, il magazine americano ha quindi continuato ad accumulare conferme private da parte degli impiegati di LastFm e della CBS, per esplodere qualche giorno fa in accuse esplicite dirette ai vertici delle due compagnie.

Secondo l’accusa, i dati degli ascolti degli utenti, compresi i loro indirizzi IP, sarebbero stati comunicati alla RIAA, su richiesta della simpatica società persecutrice dei pirati digitali, o forse di una o più etichette discografiche, che l’hanno sfruttata come interfaccia.

LastFm ha risposto negando la veridicità e anche la tecnica fattibilità, a propria insaputa, di una tale operazione. CBS, nel classico stile delle grandi società, non si è ancora espressa. Sulla RIAA non c’è neanche da domandarsi, visto che da anni non fa altro che chiedere i dati personali di utenti, pirati, mamme e bambini di tutto il mondo.

Al contrario, le domande di TechCrunch sono ben chiare e siamo sicuri che questa operazione di giornalismo d’assalto stia fruttando loro una grande notorietà. Finché gli accusati non saranno in grado di rispondere efficacemente, però, non possiamo che pensare che qualcosa di poco corretto possa davvero essere accaduto.

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