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Crazy, Stupid, Love 15/09/2011
Crazy, Stupid, Love
1921 letture
Anno 2011
Diretto da John Requa, Glenn Ficarra
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7/10

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Il cast che fa la differenza

Dopo aver passato anni ad abbandonare o smarrire bambini, Julianne Moore ha adesso il vizio di tradire i suoi partner, in questo caso il mesto e sensibile Steve Carell. Invece di "lottare per la sua anima gemella", Carell si piange addosso ma arriva lo yuppie Ryan Gosling a riportarlo in carreggiata e a dargli lezioni di virilità con una saggezza e padronanza di sé che neanche il maestro Miyagi in Karate Kid. Infallibile womanizer, Gosling nasconde però un cuore d'oro ed è pronto a perderlo per la spumeggiante Emma Stone, laureanda con qualche difficoltà a reggere l'alcol. A chiudere il compendio c'è spazio anche per il tredicenne Jonah Bobo, innamorato senza speranza della sua baby sitter e seriamente in bilico tra stalking e pessimismo cosmico.

ONE LOUDER

Ficarra e Requa realizzano un democratico manuale d'amore all'americana assemblando tre storie a cavallo fra tre diverse generazioni per accontentare ogni fetta di pubblico. Rinvigorire la commedia romantica nell'era del 3D è impresa ardua ma con una buona dose di commovente sincerità, cucchiaiate di melassa, un pizzico di cinismo e non poche battute memorabili il risultato è godibile e convincente. "Crazy Stupid Love" funziona più a scomparti e singole scene che nel suo insieme, ma è impreziosito da un cast strepitoso che trasuda fascino e si fa perdonare qualsiasi sbavatura.

PRO

  • Se sentite dire che è l'anno di Ryan Gosling, credeteci ed andate a vedere questo film.
  • Dopo "Easy Girl" Emma Stone è una splendida conferma.
  • Marisa Tomei, flippatissima nel ruolo dell'insegnante ex-alcolista, è esilarante in appena una manciata di scene.
  • Julianne Moore è sempre una meraviglia.

CONTRO

  • Molto più tradizionale e mainstream rispetto all'originalità e trasversalità del precedente"I Love You, Philip Morris".
  • Le varie storie parallele convergono verso un finale un po' forzato.
  • Una ventina di minuti di troppo.

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