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Un '68 didascalico e manicheo
Per parlare seriamente del Sessantotto bisogna essere nati non oltre il 1955. Ma qui siamo tutti pischelli quindi abbiate pazienza.
Placido spreca tante buone idee registiche per affidarsi ad una sceneggiatura indifendibile e confezionare un feuilleton per ginnasiali confusi. A sentir lui, il '68 è stato un anno magico in cui buoni e cattivi erano inassimilabili, inconfondibili. Laura Guidoni (una Jasmine Trinca sempre più simile ad una nuova Laura Morante) e i suoi compagni di occupazione sono buoni. I suoi genitori sono cattivi. Riccardo Scamarcio è cattivo finché fa il poliziotto, poi quando studia recitazione diventa buono. I poliziotti sono cattivi, quindi forse anche il loro difensore critico Pasolini era cattivo, soprattutto in quanto intellettuale. E il '68, dice Placido, è stata soprattutto l'occasione per dire che Dante, Manzoni e Cechov sono superati, inutili. L'unica nota di dissenso critico viene dal personaggio di Laura Morante che bolla la contestazione come "facile e di moda"; poi sparisce.
Ma è stato davvero così o è una nostalgica fabbricazione di un regista canuto? Comunque sia, il quadro è sconfortante. In Italia siamo presi fra neosquadrismo rinascente e sinistrismo facilone e acritico.
"Il Grande Sogno" è un film che mette tristezza, perché ci dice che la vecchia generazione è prigioniera del passato, la nuova deve dividersi fra invidia e pena. Quanto ci sarebbe piaciuto occupare la Sapienza come ha fatto papà! Quanto ci sarebbe piaciuto crederci come ci credeva mamma! E invece siamo colpevoli di essere nati troppo tardi.
Ma se Placido spera di far leva sul nostro peccato originale per raccogliere consensi, si sbaglia: passino il manicheismo, le strizzate d'occhio cinefile, la musicona di Piovani, ma il finale no. Una serie di didascalie ci informa che i protagonisti hanno tutti avuto successo, sono felici e realizzati.
Nemmeno il video di "Meno Male Che Silvio C'è" è tanto roseo. E in sala ci si sente presi per scemi.
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Altri dettagli sul film
Data di uscita: 11/09/2009
Nazione: Italia, Francia
Durata: 101 minuti
Interpreti: Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Luca Argentero, Massimo Popolizio, Alessandra Acciai, Dajana Roncione, Federica Vincenti, Marco Brenno, Marco Iermanò, Silvio Orlando, Laura Morante
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Angelo Pasquini, Michele Placido
Musiche: Nicola Piovani
Fotografia: Arnaldo Catinari
Montaggio: Consuelo Catucci
Scenografia: Francesco Frigeri
Costumi: Claudio Cordaro
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