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Il western e l'assurdo
Ogni personaggio tende a perdere il suo ruolo canonico e la sua identità, in questo originale esempio di anti-western.
I banditi sono più gentili dei fattori, lo sceriffo e i vigilantes appaiono spietati, i venturi mandriani, dal passato peraltro non chiarissimo, cedono agli eventi e diventano a loro volta un po' banditi e un po' assassini.
Tutti, comunque, risultano immersi in un paesaggio allo stesso tempo mitico e desolato, che è anche una condizione esistenziale dell'anima, che vive la sua unicità nel tempo presente ma senza mai essere padrona di sé, in balia di un fato disinteressato.
Questo scivolare verso l'indefinito e lo svuotamento avviene attraverso passaggi lenti, entro i quali lo sguardo è rivolto ai gesti quotidiani, che siano sbadigli o situazioni domestiche. Un'attenzione minutamente realistica che fa risaltare per contrasto l'assurdità di fondo degli eventi, che accadono perché non possono non accadere e rendono per lo più inutili le parole che li motivino o li raccontino.
Resta un barlume di speranza, forse, se si oltrepassano le colline blu, se si evade dal turbine che scombina e confonde i percorsi.
Magari perché, facendo riferimento a un codice etico, i discorsi del mandriano e quelli della figlia del fattore sono simili solo in apparenza. Entrambi denotano indifferenza verso l'altro: a entrambi la situazione dell'altro non riguarda. Ma mentre da una parte si parla della salvezza della vita, dall'altra c'è solo una conservazione dello status sociale.
ONE LOUDER
Hellman non ribalta codici e convenzioni di genere, semplicemente li slega dalla canonicità e se ne serve a piacimento per un discorso personale. Il quale, tuttavia, comporta esattamente la loro consumazione e arriva quasi a coincidere con essa.
PRO
- Gli sguardi e i silenzi della figlia del fattore
- I due mandriani che mangiano a casa del fattore
- Il volto del mandriano ferito che continua a sparare
CONTRO
Nessuno
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Altri dettagli sul film
Titolo originale: Ride In The Whirlwind
Nazione: Usa
Durata: 85 minuti
Interpreti: Cameron Mitchell, Millie Perkins, Jack Nicholson, Katherine Squire, George Mitchell, Rupert Crosse, Harry Dean Stanton, John Hackett, Tom Filer, B. J. Herolz, Brandon Carroll, Peter Cannon
Soggetto: Jack Nicholson
Sceneggiatura: Jack Nicholson
Musiche: Robert Jackson Drasnin
Fotografia: Gregory Sandor
Montaggio: Monte Hellman
Scenografia: James Campbell
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