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Il miracolo della felicità
Christine ama viaggiare. Ma i suoi non sono quasi mai i viaggi che sogna. "Se non andassi in pellegrinaggio, non uscirei mai di casa" confessa. Ed è così che lo spettatore ne fa la conoscenza a Lourdes, insieme a tanti altri pellegrini come lei: malati più o meno gravi che sperano in un miracolo. Christine, l'attrice francese Sylvie Testud, è inchiodata a una sedia a rotelle: non muove né mani né gambe, ma la sua mente vola. I suoi sono viaggi che poco hanno a che vedere con l'umiltà religiosa. Vuole di nuovo la sua vita, fatta di divertimento, balli, sesso. Come vivrà dunque Christine la sua miracolosa guarigione? Jessica Hausner indaga qui il lato più intimo della donna, proprio in un luogo in cui la femmina simbolo del Cristianesimo trova la sua massima espressione.
ONE LOUDER
Severo, rigido, equilibrato e al contempo dolce, intimo, struggente. Il miracolo, qui, non è tanto quello della protagonista – una Sylvie Testud difficile da eguagliare – quanto più avere davanti agli occhi un film che unisce un vocabolario cinematografico denso (determinate inquadrature, l'uso simbolico-psicologico dei colori, l'accompagnamento ironico e spiazzante della musica) a una trama che mostra fianco fianco l'austerità della religione e la crudeltà del dolore senza mai scivolare nel patetismo. Un lato inedito della malattia per un film (timidamente) capolavoro, almeno nello splendido finale.
PRO
- Semplicemente unica Sylvie Testud.
- Un finale come non se ne vedevano da anni.
- Struggente, emozionante ma mai patetico.
CONTRO
- A volte grottesco, ma forse anche questo è un pregio in fondo.
COMMENTI
Il film è un vero miracolo di equilibrio. Soprattutto perché non vuole dare risposte definitive e lascia gli spettatori nel "dubbio": ognuno può interpretare le suggestioni del film come vuole, anche se la compassata, spesso feroce ironia nella rappresentazione della comunità religiosa (fedeli ed autorità) che gravita intorno a Lourdes rivela lo sguardo laico e scettico dell'autrice. Ma il dubbio sacrosanto resta. Ciò che conta, comunque, non è il miracolo in sé, ma cosa decidiamo di fare con questa "guarigione miracolosa", come la rielaboriamo nel corso del cammino della vita, che "senso" le diamo. Come, in genere, facciamo di fronte a tutti gli eventi (fortune o disgrazie) che che non siamo noi a determinare e non riusciamo a comprendere. Semplicemente perché sono cose che capitano. Punto e basta.
PROPAGANDA
Altri dettagli sul film
Data di uscita: 11/02/2010
Nazione: Austria, Francia, Germania
Durata: 99 minuti
Interpreti: Sylvie Testud, Léa Seydoux, Bruno Todeschini, Elina Löwensohn, Irma Wagner, Gilette Barbier, Gerhard Liebmann
Soggetto: Philippe Bober
Sceneggiatura: Jessica Hausner
Fotografia: Martin Gschlacht
Montaggio: Karina Ressler
Scenografia: Katharina Woppermann
Costumi: Tanja Hausner
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