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Ma che è, L'Albero Azzurro?
Spike Jonze non sa fare film normali. Questa convinzione e le tracce di godimento laciate dai primi due film diretti da Jonze, creano aspettative piuttosto elevate per "Nel Paese Delle Creature Selvagge". Un regista che al primo colpo tira fuori "Essere John Malkovich" e al secondo migliora ulteriormente con "Il Ladro Di Orchidee" sembra assicurare che il nuovo film non sia l'ennesimo clone de "Le Cronache Di Narnia" come sembra dal trailer.
E in effetti non è così. È molto, molto peggio. Tratto da un libro illustrato per bambini, il film narra del piccolo Max e della sua esplosiva immaginazione che lo trasporta dalla noia della realtà all'avventura di un mondo fantastico. Narnia, appunto, ma anche il capostipite "Alice Nel Paese Delle Meraviglie" e la folta schiera di emuli che va da "La Storia Infinita" a "Un ponte Per Terabithia". In questo caso la natura incontaminata ospita un pugno di pupazzi depressi nati dall'incrocio tra "Labyrinth" e L'Albero Azzurro, e cercando di risolvere i loro problemi Max capirà com'è difficile essere grandi.
Un'epifania lenta e noiosamente dolorosa per un film piatto come una bambina di 5 anni. Nessun colpo di genio, nessuna prospettiva originale dalla quale guardare una storia così scontata, e la totale assenza di piccoli tocchi da maestro che uno come Spike Jonze dovrebbe infilare anche in un film per bambini - come alla fine si rivela essere questo.
ONE LOUDER
"Nel Paese Delle Creature Selvagge" è un film che avrebbe potuto fare chiunque, e che più di uno ha già fatto. Da Jonze è lecito pretendere più di qualche immagine carina.
PRO
- Bella fotografia
- Bravo il bambino protagonista
CONTRO
- Un film normale
- E anche un po' noioso
COMMENTI
Le tematiche trattate qui sono già state ampiamente affrontate - più o meno bene - dai vari film citati nella recensione. Per questo il film non aggiunge niente di nuovo.
Le bambine di 5 anni sono piatte da un punto di vista prettamente anatomico.
Però un attimo, dipende dall'accezione di infantile, perché se si intende un film di/con i bambini/per i bambini non mi trovo tanto d'accordo.
ora c'è la moda di dire sempre "tant'è vero che non so quanto i bambini possano capirlo", e stocazzo, falsità, ma se si fosse voluto limitare il messaggio a quel target i personaggi non sarebbero stati trattati in quella maniera (parlo delle bestie con i problemi psicologici, ma anche degli umani con i problemi psicologici), né ci avrebbero spalmato, in carattere 48, quel LIFE'S A BITCH ben disseminato in tutto il film.
Certo ora generalizzo, nemmeno i veri e propri cosiddetti film per bambini cadono sempre nella trappola di un bombardamento a tappeto di felicità, ma a maggior ragione questo non è il caso, e non solo a livello di personaggi twee che sorridono tutti, ma nell'essere un film SUI bambini che li comprende più di quanto li tratti.
Detto questo, film che divide le masse che si azzuffano a colpi di bottigliate di whisky perciò: tanto meglio.
Non sono affatto d'accordo. Vero è semmai che le tematiche più profonde toccate dal film sono accessibili solo a chi accetta di "giocare" con Max, piccolo scrittore che si autoesilia in uno dei suoi racconti per vincere la solitudine. Il film è infantile ma in modo mai banale, e riporta alla memoria (di chi sta al gioco) la violenza dei sentimenti che si provano da bambini, fatti di ira incontrollabile, paura della solitudine, slanci d'amore estremi. L'effetto è disarmante, difficile da accettare forse. E non nego che il film di difetti ne abbia, e tanti. E sono pronta a discuterne civilmente. Ma vederlo liquidare così, con tanta sufficienza e sarcasmo non lo trovo ammissibile. Neanche fosse l'albero azzurro.
PS: Nicolas Cage comunque spacca ancora i culi, quando ci si mette.
PROPAGANDA
Altri dettagli sul film
Data di uscita: 30/10/2009
Titolo originale: Where the Wild Things Are
Nazione: USA
Interpreti: Max Records, Catherine Keener, Mark Ruffalo, Lauren Ambrose, Chris Cooper, James Gandolfini, Catherine O'Hara, Forest Whitaker, Paul Dano, Michael Berry Jr, Robby D. Bruce, Steve Mouzakis, Tom Noonan, Alice Parkinson
Soggetto: Maurice Sendak
Sceneggiatura: John B. Carls
Musiche: Carter Burwell
Fotografia: Lance Acord
Montaggio: James Haygood, Eric Zumbrunnen
Scenografia: K.K. Barrett, Simon McCutcheon
Costumi: Casey Storm
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QUICK CONNECTION
"Nel Paese Dei Mostri Selvaggi" di Maurice Sendak, l'ho letto ed è molto meglio del film.
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