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L'alieno vicino è sempre più verde
Il verde deve proprio essere il colore preferito di Joe Stillman. Non pago di aver collaborato al copione di "Shrek" e del suo seguito, lo sceneggiatore ci riprova con una nuova avventura ambientata in un pianeta alieno, i cui abitanti sono buffi little green men, anche se meno panzuti e scorreggioni dell'orcaccio delle favole.
Il meccanismo di "Planet 51", primo lungometraggio animato dell'iberica Ilion Animation, è lo stesso alla base della trilogia più famosa di casa Dreamworks. E cioè: ribaltare le consuete prospettive del racconto, trastullandosi con gli stereotipi dell'immaginario popolare (in questo caso il cinema di fantascienza), con lo scopo di suscitare il sorriso, ma anche di educare i piccoli spettatori alla diversità.
In questo caso, infatti, non sono gli esserini verdi a rivestire i panni degli "alieni", bensì un astronauta umano, Chuck Baker, mandato in missione su un pianeta ritenuto disabitato. E invece il pianeta Glipforg pullula di vita extraterrestre, anche se per i suoi abitanti il tempo pare essersi fermato negli spensierati anni Cinquanta, quando al cinema trasmettevano film come "L'invasione Degli Ultracorpi" e "Ultimatum Alla Terra": l'unica differenza è che qui il ruolo dei mostri succhia-cervello è riservato agli umani.
Naturale, dunque, che l'inattesa visita di Chuck getti nel panico l'intera comunità: tocca al giovane Lem, nel frattempo divenuto amico dell'astronauta, convincere i suoi simili che i luoghi comuni non sempre rispecchiano il vero.
ONE LOUDER
Come in "Shrek", il citazionismo impera incontrastato quasi in ogni fotogramma, ed è praticamente alla base di tutte le gag del film. Non manca neppure un didascalico discorso conclusivo sulla tolleranza del diverso. I registi Javier Abad e Marcos Martinez provengono dal mondo dei videogiochi e sembrano più interessati al versante tecnico dell'animazione, che si mantiene su buoni livelli nonostante il budget limitato. Il risultato è superiore a quello di analoghe produzioni europee, ma a "Planet 51" manca qualcosa per riuscire a distinguersi dalla massa di film analoghi che ormai affolla il grande schermo, soprattutto in prossimità delle feste.
PRO
- Buona resa tecnica dell'animazione e convincente look dei protagonisti.
- Alcune gag riuscite (la maggior parte però rimane indirizzata al pubblico infantile).
- Doppiaggio italiano affidato (per una volta) a veri professionisti, tranne per alcuni cammei dei tipi di Radio Dj.
CONTRO
- Sceneggiatura dallo sviluppo convenzionale, ricalcata sul modello di "Shrek".
- Troppe citazioni!
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Altri dettagli sul film
Data di uscita: 20/11/2009
Nazione: Spagna, Gran Bretagna
Interpreti: Justin Long, Dwayne Johnson, Seann William Scott, Jessica Biel, Gary Oldman, John Cleese, Freddie Benedict, Alan Marriott, Alessandro Tiberi, Luca Ward, Corrado Conforti, Maria Letizia Scifoni, Rodolfo Bianchi, Vittorio Stagni, Manuel Meli, Massimiliano Alto, Linus, Albertino, La Pina, Platinette, Mathew Horne, James Corden, Rupert Degas
Soggetto: Guy Collins
Sceneggiatura: Guy Collins
Musiche: James Seymour Brett
Montaggio: Alex Rodriguez
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In particolare è stato compiuto un ottimo lavoro nella resa delle superfici, che conferiscono ai personaggi un look morbido e "plasticoso".
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dall'incipit, che ricalca l'ingenua science fiction anni Cinquanta, all'approdo di Chuk sulle note di "2001: Odiassa Nello Spazio", passando per il cagnolino dalle sembianze di "Alien" di Ridley Scott (che difatti si chiama Ripley), fino a riferimenti a "E.T." e "Guerre Stellari".
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Ramo specializzato nell'animazione di proprietà del gruppo Pyro Studios, che si è dedicato dal 1998 allo sviluppo di videogiochi.
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Nonostante abbiano al loro attivo videogames dall'impatto molto cinematografico come la serie "Commandos".
APPROFONDIMENTI
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Planet 51 Trailer
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- Planet 51 20/11/2009
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