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Rimandi e omaggi
"Stanley's Girlfriend" è un cortometraggio contenuto in "Trapped Ashes", un'antologia horror formata da quattro episodi senza alcun legame reciproco se non quello (debole) della cornice (che in effetti è un autentico quinto episodio a sé).
Questa storia contenitrice mostra sei turisti in gita agli studi di Hollywood, che si ritrovano imprigionati in una villa che era stata il set per un vecchio film dell'orrore, e per uscirne ognuno di loro dovrà raccontare l'evento più orrorifico che abbia realmente vissuto.
Hellman è l'unico che mantiene il gioco di rispecchiamenti multipli, con rimandi, omaggi, citazioni e messe in abisso e meta-tutto. Lo Stanley del titolo è infatti nientemeno che Kubrick, e un suo vecchio amico racconta una storia che fa inferire allo spettatore per quale reale motivo se ne fosse andato via da giovane dagli USA senza tornarvi mai più.
Nonostante l'idea sia buona, e forse anche *SPOILER* la possibile sfumatura di significato (tramite accenno metaforico) sul rapporto tra cinema e vita messo in gioco dal vampirismo */SPOILER*, il corto si rivela insignificante in qualità di horror.
ONE LOUDER
Anche in questo breve caso, come forse in "Silent Night, Deadly Night III: Better Watch Out!", un eccessivo intellettualismo, dai confini peraltro incerti, si abbina male con l'horror.
Ma pure trascendendo tale genere, il corto appare fiacco e come desaturato, in uno svuotamento che in questo caso non funziona, per effetto anche di una narrazione eccessivamente elementare.
PRO
- La pellicola "ritrovata" finale
CONTRO
- L'invasività della voce narrante
- La patinatura
COMMENTI
PROPAGANDA
Altri dettagli sul film
Nazione: Giappone, Usa
Durata: 27 minuti
Interpreti: Tygh Runyan, Tahmoh Penikett, John Saxon, Amelia Cooke
Sceneggiatura: Dennis Bartok
Fotografia: Zoran Popovic
Montaggio: Marcus Manton
Scenografia: Robb Wilson King
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QUICK CONNECTION
Come accadeva nello stesso film di riferimento, intitolato "Hysteria": un titolo reale di un film di Freddie Francis la cui trama è tuttavia diversa, nonostante lo stesso regista sia stato un grande rappresentante della tipologia di horror qua rappresentata, compreso il sottogenere dell'antologia ("Racconti Dalla Tomba").
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Benché, forse sovrainterpretando, lo si potrebbe considerare come elemento volutamente di rottura, per contrasto, sia (teoreticamente) con l'horror, sia con il resto del film.
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