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Teatro Valle di Roma 18/09/2011
Teatro Valle di Roma
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Autore: Marta Cau
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Per ricordare Anna Magnani

La straordinarietà delle cose che Anna Magnani ci ha lasciato si nota dall'impegno e dall'amore che l'associazione a lei dedicata le riserva ogni giorno.
L'Associazione Amici di Anna Magnani, fondata dal romano classe '82 Matteo Persica, oltre alla dedizione ci mette qualcosa in più: la grinta. Persica e i suoi collaboratori sono determinati a non lasciar cadere nel dimenticatoio e nel chiasso del presente un simbolo tanto forte quanto discreto non solo della romanità, non solo del neorealismo ma di un'intera nazione e di tutta la cinematografia non solo italiana. Il carattere fuori dal comune del talento, della figura, dell'immagine, dell'icona Anna Magnani con la sua forza, la sua passione e la sua vivacità si perpetua nelle tante iniziative che l'Associazione promuove per tenere in vita il ricordo e l'affetto per Anna.

La figura materna e dolce del suo viso, la bontà della sua voce, la risata contagiosa, sono cose che consciamente e anche inconsciamente ogni italiano si porta nel cuore. Anna ci ha accompagnato verso la rinascita della nostra arte e della nostra cultura dopo il ventennio fascista, ci ha fatto rispettare in tutto il mondo e ancora oggi è modello ed ispirazione per tantissimi attori, anche stranieri. È un po' come se fossimo abituati ad averla sempre accanto, e proprio perché tutte le abitudini ci sembrano così normali, spesso ci dimentichiamo di quanto siano importanti.

La grandezza di Anna deve essere riconosciuta e Matteo Persica assieme ai collaboratori e agli "amici" più stretti, si impegna ogni giorno affinché non venga data per scontata l'unicità della figura dell'attrice, e che venga anzi celebrata nel miglior modo possibile. E per ottenere questo risultato come si può non passare attraverso un simbolo storico della città di Roma, proprio come lo era Anna: il Teatro Valle. Il leggendario teatro costruito nel 1727 ha rischiato la totale chiusura questa primavera, ma dallo scorso 14 giugno è occupato da lavoratrici e lavoratori dello spettacolo che si battono affinché il teatro rimanga pubblico come è sempre stato fin dalla costruzione. Non è un caso che l'Associazione Amici di Anna Magnani abbia scelto proprio questo teatro per la loro nuova battaglia.

Abbiamo intervistato proprio Matteo Persica, fondatore dell'Associazione, autore del primo libro dedicato interamente ad Anna e di prossima uscita, e sicuramente il portavoce più autorevole di questa celebrazione che passa attraverso tante sfide e tanto impegno.



Da tempo l'Associazione si sta impegnando per far intitolarle il Teatro Valle ad Anna, quando è partito il progetto?
L'idea di intitolare un teatro di Roma ad Anna Magnani è nata dal primo istante. Da quando, nel 2007, iniziai ad organizzare un evento alla Sala Umberto di Roma in occasione del centenario dell'attrice. Fin da allora tentai di indire una raccolta firme, ma i tempi non erano ancora maturi. Pochi mesi dopo riscontrai la disponibilità di un teatro moderno della capitale a cambiare nome e divenire "Teatro Anna Magnani" ma, di comune accordo con Luca Magnani, ho virato su un teatro storico, uno di quelli in cui lavorò. Proprio come il Teatro Valle.

Quanto è difficile lavorare per ottenere un risultato così importante?
Dipende tutto dalla determinazione e dalla effettiva volontà di portare a buon fine un progetto simile. In questi casi le chiacchiere servono a poco, i buoni propositi hanno bisogno di un progetto serio, di costanza, e di tanta pazienza. E poi è un'ottima opportunità per parlare e far parlare di Anna Magnani. Insomma, può divenire anche una provocazione per chiederci in coro: "Perché a quasi quarant'anni dalla morte di questa straordinaria artista dobbiamo raccogliere le firme per intitolarle un teatro?" La risposta la lascio ad ognuno di noi.

Il 23 agosto scorso avete organizzato la "Serata Anna Magnani" all'isola Tiberina di Roma. Com'è andata?
Posso ritenermi soddisfatto della serata a cui ha partecipato anche il Maestro Osvaldo Desideri che lavorò con Anna Magnani nei quattro film diretti da Alfredo Giannetti. Il pubblico ha risposto in massa e fino alla mezzanotte eran tutti lì, incantati, davanti ad un film ("Bellissima") che avranno già visto decine di volte. È questa la forza di quel cinema, ogni volta che rivedi un film di quel calibro è come se fosse la prima volta. È un fascino che hanno i film girati tra gli anni '40 e gli anni '70, in cui tutto sembra perfetto e anche dove non c'è la perfezione ti appaiono impeccabili. La realtà è che sono pellicole vive.


Chi ti conosce, o chi almeno ti ha sentito parlare anche solo una volta, capisce bene da che cosa è nata la tua passione per Anna, ma da che cosa è partita l'idea di creare un'Associazione a lei dedicata?
La prima domanda che mi feci, "incontrando" la Magnani, fu: "Com'è possibile che non riceva attenzione e che se la ricordino così in pochi?"
Purtroppo la realtà è questa. Provate ad andare in strada, chiedete ad una persona qualsiasi: "Sa dirmi chi è Anna Magnani?", molti risponderanno "Non lo so. Forse l'ho sentita nominare."
Io l'ho fatto! Per questo motivo è nata l'Associazione Amici di Anna Magnani. Per divulgare la sua arte, e per dar forma e forza a tutti i progetti che avevo in mente. In parte sono riuscito a realizzarli, gli altri arriveranno col tempo. Ne sono sicuro. Ci vuole umiltà ma non bisogna abbassare la testa. Come dicevo prima, ci vuole determinazione.

Sicuramente tra le tante associazioni la tua si distingue per l'inimitabile grinta e determinazione, da che cosa proviene questa forza?
Ci sono associazioni, tipo quella che si occupa di Vittorio De Sica, senza le quali oggi non avremmo capolavori del nostro cinema restaurati, o in condizioni accettabili. L' Associazione Amici di Anna Magnani ha uno scopo ben preciso: far sì che non si dimentichi Anna Magnani e tutto ciò che l'ha circondata. Quando si parla di Anna Magnani si parla anche di Vera Vergani, Luigi Cimara, Ruggero Lupi, Dario Niccodemi, Aldo Fabrizi, Alfredo Giannetti, Enrico Viarisio e tanti altri. Tutti loro sono una scuola sia a livello artistico che umano che non possiamo permetterci di abbandonare.

Per te e per i collaboratori dell'Associazione è importante far conoscere alle generazioni future l'importanza della figura di Anna. Quanto è difficile fare questo oggi, in un mondo dove diventare famosi è così facile e soprattutto il talento è così poco importante?
Se non hai talento puoi fare qualcosa, sì. Puoi firmare qualche autografo, sì. Puoi guadagnare un po' di soldi, divenire popolare, sì. Poi finisce tutto, e la gente ti dimentica.
Inutile dire "oggi è così". È semplicemente la realtà in cui viviamo. Anche la Magnani ha iniziato la sua carriera cinematografica quando erano di moda le attrici bionde coi boccoli che apparivano sullo schermo come delle inermi bamboline di porcellana. Invece di lamentarci dovremmo fare qualcosa. Rompere lo schema. Mi rendo conto che non è semplice ma dovremmo iniziare da noi stessi, nel nostro piccolo. Non possiamo delegare sempre a terzi, è anche colpa nostra se tutto questo avviene. Il sistema, alla fine, siamo noi.

Tra poco uscirà il tuo libro interamente dedicato ad Anna.
Sono oltre quattro anni che sto preparando questo libro, tra ricerche, studi, incontri, viaggi... Anna Magnani è stata una donna che ha portato dentro di sé, a volte nascosto, un mondo infinito. Era una donna silenziosa che dava modo a pochi di entrare nel suo "io" più profondo. Sono consapevole che non si potrà mai scrivere nulla di definitivo su un personaggio, un essere umano, di tale portata. Non mi azzardo a dire che sarà un'opera definitiva, anche perché una cosa simile taglierebbe le gambe a chi le si vorrà avvicinare. Sicuramente il mio lavoro apporterà elementi sconosciuti ai più, parti inedite della vita e della carriera della Magnani. A partire dalle sue origini in poi. Ho avuto la fortuna di incontrare tante persone che hanno "vissuto" realmente la Magnani, mi hanno dato l'opportunità di raccogliere tanto materiale inedito e hanno riporto in me la loro fiducia. Mi auguro che questo sia utile a qualcuno che tra vent'anni avrà voglia di scrivere un nuovo libro su Anna Magnani. Alla fine, lo scopo di uno storico o di uno studioso dovrebbe essere questo: aggiungere qualcosa di significativo e far in modo che il prossimo ne sappia di più.

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