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Ciò che brucia non ritorna

Damon Che Fitzgerald dice di essere ancora molto legato al punk. E in questo caso non si può fare altro che credere al batterista sulla parola, oppure alzare un sopracciglio e ipotizzare una crisi d’identità giunta ormai a uno stadio avanzato. Ciò che emerge con maggior evidenza (anche) dalla prova milanese dei Don Caballero è infatti una volontà di ordine, di precisione e di perizia, cose che col punk hanno ben poco a che spartire.
Inoltre, data la scarsa affluenza al MusicDrome e l’accoglienza vivace ma sicuramente non delirante dei presenti, è abbastanza palese che per una serie di motivi i Don Cab abbiano perso lo status di cult band che li contraddistingueva fino a pochi anni fa.

L’affluenza alle ore 20 e 30 è quasi nulla, e i poveri White Circle Crime Club stanno addirittura concludendo il loro set. Per quanto possiamo intuire dalla prova, i quattro belgi si cimentano in un amalgama sonoro abbastanza particolare anche se non del tutto a fuoco, tra evidenti richiami ai Liars e al krautrock, con qualche fulminante scheggia garage conficcata tra dilatazioni prolungate. Penalizzati da suoni decisamente confusi, avranno presto la possibilità di rifarsi in occasione del tour in compagnia dei Tv On The Radio.

C’è un po’ più di attesa per i No Age, duo californiano dai lunghi trascorsi e dalle grandi potenzialità: batteria veloce e lineare, chitarra affogata tra riverberi shoegaze e una voce che media tra melodia e irruenza punk. Anche nel loro caso i suoni sono tutt’altro che perfetti, e per una buona parte del set si fatica a capire cosa stiano esattamente facendo e quale sia il senso della loro proposta. Ma non appena i suoni si fanno un po’ più intellegibili, la volontà esplicita dei due di portare un po’ di sole californiano al MusicDrome sembra trovare compimento; per fortuna il tutto rimane filtrato da una ben calibrata protezione noise che scongiura possibili scottature.

L’ora dei Don Caballero scatta poco dopo le 22. L’accoglienza è ovviamente calorosa, ma voltandosi dalle prime file verso il fondo del locale la vista è abbastanza sconfortante. I tre si presentano con aria molto seria, e attaccano senza troppi fronzoli con la lunga e complessa “Loudest Shop Vac In The World”, l’opener del recentissimo “Punkgasm”. Con l’esecuzione perfetta del brano ha inizio uno show del tutto privo di sbavature, la cui attrattiva risiederà principalmente nella perizia maniacale. Se le capacità tecniche possono essere sufficienti per la costruzione di un concerto apprezzabile, è anche evidente che la fisicità e l’impatto dovrebbero essere tenuti in considerazione, specialmente se chi sta sul palco rivendica un background punk.

Gran parte del concerto verte inevitabilmente su “Punkgasm”, da cui vengono eseguite anche alcune delle canzoni cantate; stupisce invece quanto la resa dei brani estratti da “World Class Listening Problem” sia superiore a quella impressa sul supporto, come ad esempio nel caso della vivace “Palm Trees In The Fecking Bahamas”: quasi ci si dimentica del fatto che le esecuzioni siano più atletiche che emotive, addirittura impiegatizie se volessimo esagerare con la cattiveria.
Tra un brano e l’altro, oltre a enunciare gli improbabili titoli, Damon controlla ossessivamente il charleston perché a quanto pare è lievemente ammaccato e la cosa lo sconvolge. Molto punk.

Si ha anche la sensazione strisciante che non ci sia soltanto serietà, ma che qualcosa non vada in Damon Che e nella band, forse uno stato di salute fisica non perfetto, forse un’incazzatura, chi lo sa.
Sta di fatto che dopo un’ora scarsa Damon si alza e se ne va senza ringraziare. Gene Doyle e Jason Jouver alzano le braccia e corrono nel backstage evidentemente sorpresi. Dopo qualche minuto di incertezza i tre tornano fuori ed eseguono un ultimo brano, con poche smancerie e con espressioni non proprio divertite. Poco dopo le 23 è già tutto finito; sebbene l’onestà della band non possa essere minimamente messa in discussione e il talento sia evidente, restano alcuni interrogativi che probabilmente non avranno mai una risposta.

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