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  • Clutch: Live At The Googolplex

    Clutch

    Loudvision:
    Lettori:

Keep rollin’, man

In sintesi: cazzutissimo bluescore. Dal vivo.
Poiché sono praticamente tre lustri che i Clutch girano il mondo e devastano padiglioni auricolari fin nella più sperduta bettola.. Poiché sentire quel groove nelle vene evoca ancora il patto di Robert Johnson e i suoi crocevia nella notte. Sigillo doveroso, e utile passo, in previsione di un (speriamo) vicino ritorno discografico. Testimonianza diretta dei riti pagani nascosti in un’America del Sud che sa ancora tirare fuori pezzi da novanta (valgano per tutti gli enormi Down di Phil Anselmo e co, che speriamo di poter ammirare al più presto). Un set di quindici pezzi, che parte dal passato remoto per giungere ai pezzi più recenti, in un grande connubio di tecnica e feeling. L’impatto della musica più diretta e pesante (metal e HC) mediato da un sentimento blues sincero e potente. Uno dei gruppi che per primi hanno re-introdotto nella scena metalcore indipendente le radici di un suono antico; pastiglie di hard rock, Melvins, John Lee Hooker, Led Zeppelin e Captain Beyond. Nonostante tutto cosa ben diversa è vedere Neil Fallon completamente stonato barcollare sul palco e urlare come solo i migliori crooner del Delta.

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