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  • Clutch: Pitchfork & Lost Needles

    Clutch

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This is it – The new world order

Il nome Clutch è alla voce “stoner rock” del vostro dizionario musicale? Allora avete bisogno di “Pitchfork & Lost Needles” per capire quanto sia urgente una sua revisione. I Clutch dal Maryland si sono fatti conoscere negli anni ’90 grazie ad una sorta di hardcore da strada a dire il vero piuttosto vicino all’alternative pesante dei gruppi che in quel periodo in America lanciavano un nuovo fenomeno, poi – una volta giunto vicino alla sua morte artistica – chiamato nu metal. “Pitchfork & Lost Needles” è una nuova uscita sussidiaria atta a rispolverare il passato della band, questa volta quello più remoto, vediamo infatti riuniti sullo stesso disco i quattro pezzi del 7” di esordio “Pitchfork” e una manciata di tracce inedite miste a un paio di demo di brani tratti dal primo full length.
Le quattro canzoni di apertura mostrano l’anima militante dei Nostri e uniscono allo shout di matrice hardcore un riffing che, accanto ai macigni che ci si aspetterebbe da un sound del genere, mostra escursioni nel rock più dilatato. Non molto diverso il discorso per le tracce seguenti, sempre originarie del primo periodo targato Clutch: il cantato si fa a tratti più controllato nella sua ruvidezza, ma gli accenti alternative-core continuano ad avere un certo sopravvento sul corposo groove di accezione stoner che magnificherà le pubblicazioni successive, messo in mostra dagli ultimi due pezzi di questa raccolta, composti (e non rilasciati) nel periodo dell’ultimo studio album “Robot Hive: Exodus”. In “What Would A Wookie Do?” sembra di sentire i Monster Magnet e gli amanti del genere non potranno che esultare nel sentire di nuovo i Clutch “stoner rock” che ricordavano, dopo una mezzora di duro ma istruttivo alternative-core. Se così vogliamo chiamarlo.

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