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Colapesce: La costruzione di un cantautore

Lorenzo Urciullo ovvero Colapesce, pare essere davvero instancabile. Oltre ai numerosi concerti per promuovere “Un Meraviglioso Declino” ha intrapreso lo scorso mese un breve tour acustico tra le maggiori Fnac d’Italia. Il 25 Maggio abbiamo avuto occasione di intervistarlo a Napoli prima del suo live. Il fascino di Colapesce risiede nell’immediatezza e nella sincerità, anche quando è provato da un viaggio che lo ha portato dal Nord a Sud dello stivale. Il tutto, per amore della Musica. Tratti siculi, occhi grandi e un aria da ragazzo (in fondo lo è), dietro la quale si cela una lunga carriera cominciata con gli Albanopower, quando l’idea di stravolgere canzoni natalizie sottopose il gruppo all’attenzione mediatica.

Quali sono stati i maggiori cambiamenti nel passaggio da Albanopower a Colapesce?
Il cambiamento più significativo riguarda la lingua. Gli Albanopower cantano in inglese, Colapesce in italiano. Queste due lingue hanno una diversa impostazione metrica; l’approccio compositivo differente è una naturale conseguenza.

Questa è la prima volta che vieni in Campania dopo i noti avvenimenti del Toop di Battipaglia. Credi che le negligenze di cui sei stato vittima, siano un fenomeno isolato o riguardino in maniera generale e profonda il Sud?
Purtroppo devo dire che sono un fatto diffuso al Sud. Vengo dalla Sicilia, per molti anni ho fatto il promoter musicale. A volte per la Musica al Sud c’è un’attenzione minima. E non sempre il lavoro del promoter è svolto dalle persona giuste. Paolo Benvegnù quando ha suonato al Toop è stato costretto a dormire in macchina…

Passiamo alla vera Musica dopo queste note dolenti. Com’è andato il tour Fnac?
Non mi aspettavo tanto successo. A Torino e Milano ho riscontrato tantissima partecipazione.

Che cos’è il Meraviglioso Declino che racchiude il titolo del tuo Album?
Ho pensato a questo titolo due anni fa, osservando la situazione italiana. Non ero convinto di utilizzarlo ma viste come sono andate le cose mi è sembrato alla fine il titolo più adatto.

Una canzone del tuo Album è intitolata “La Distruzione Di Un Amore”; sembra quasi un ribaltamento della celebre canzone di Fossati “La Costruzione Di Un Amore”. Esiste ancora oggi un canone del cantautore? Pensi che il suo ruolo sia rimasto immutato o sia variato?
Credo che il concetto di cantautore sia cambiato, spesso in maniera negativa. Oggi al posto di De Andrè esistono i cantautori da spiaggia.

Forse ti riferisci ad una certa estetica naïf, diffusa da cantautori come Dente per esempio.
Esatto; nella maggior parte dei casi questi cantautori fanno i loro live farcendoli di ironia e battute ma alla fine della serata ti resta poco o niente.

Oltre a Colapesce ed Albanopower sei impegnato in Santiago, progetto con Alessandro Raina degli Amor Fou. Siete in procinto di realizzare qualcosa?
Proprio stamattina l’ho sentito. Presto saprete.

Da Battisti ai Wilco, l’universo di Colapesce è costellato da una soprpendente maturità e cultura musicale. La si può notare nell’omaggio alla cantautrice Rosa Balistreri di cui reinterpreta il brano “Mafia e Parrini”. Più di uno spettatore il 25 Maggio alla Fnac di Napoli ha avuto un sussulto di emozione.

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