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Colapesce a Milano per presentare “L’Infedele”

Il 26 ottobre alle 21, a sole 3 ore della pubblicazione ufficiale del disco presso l’Auditorium di Radio Popolare a Milano si è svolta la presentazione del nuovo album di Colapesce, L’Infedele.
Il tutto inizia (con una mezz’oretta di ritardo) dall’ascolto del disco per intero. La sala dell’Auditorium Demetrio Stratos piuttosto spoglia, le sedie a disposizione del pubblico quasi tutte occupate, sul piccolo palco una sedia, una copia dell’Infedele e una Gibson che ci fa sperare che contrariamente a cosa è stato detto nelle comunicazioni ufficiali, Lorenzo Urciullo ovvero Colapesce eseguira qualche pezzo anche dal vivo.
E dopo l’ascolto arriva sul palco l’artista a cantare tre canzoni dai suoi due dischi precedenti – Maledetti Italiani, Sottocoperta e Bogotà in versione accustica voce+chitarra e dopo anche una cover di Battisti, Il nostro caro angelo (lascia agli spettatori la scelta tra le due opzioni: Il nostro caro angelo oppure Il Conforto di Tiziano Ferro e il pubblico opta per la scelta più scontata).

Colapesce ci racconta della sua collaborazione con Jacopo Incani (Iosonouncane): “Con Jacopo siamo molto amici, ci siamo trovati insieme benissimo fin da subito, forse perché siamo entrambi isolani: lui è sardo, io siciliano, anche Mario Conte che ha prodotto il disco è napoletano, quindi siamo tutti e tre gente di mare. Ci siamo in qualche modo completati, i sardi sono teste dure, tosti, decisi e convinti.. noi siciliani invece siamo più eterei, perdiamo tempo, filosofeggiamo… Mario invece è una costante”.

Riguardo al nuovo disco “L’Infedele” invece ci rivela: “Divertente no. Divertimento con un sardo, un sicilano e un napoletano è difficile (ride). Non è stato facile ma ci sono i momenti che ricordo con gioia ed altri in cui ci siamo un po’ scannati.
Diversamente da come succede spesso ti sei sentito libero di fare su questo disco quello che ti pare, sembra che non ci si preoccupa di far combaciare una canzone con un’altra e magari va in una direzione completamente diversa… C’è la liberta di essere eterogenei, di cambiare suoni da un pezzo dopo l’altro…
E’ vero… Le influenze vanno dal fado portoghese, alla musica brasiliana, dall’elettronica alla musica più italiana, più cantautorale come per esempio Sospesi dove c’è anche il jazz. Il disco si chiama Infedele anche per questo, per sottolineare il fatto che non appartiene a nessuna parrocchia.

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