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    Cold Cave

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“Prima ti stordiamo”

“… E poi approfittiamo di te.”.
Questo parrebbe dire la mente che sta dietro al progetto synthpop che vive sotto il nome di Cold Cave. La mente, si sa, altri non è che Wesley Eisold, statunitense già noto per le sue esperienze hardcore.

Il secondo album dell’artista è un coktail di energia e vitalità allo stato brado, seppure in chiave darkwave, che dall’inizio alla fine stordisce l’orecchio e qualunque forma di vita si trovi nei paraggi. Colpa delle campionature all’ennesima potenza, dei ritmi da disco anni ’80, delle liriche forti e decise che non smentiscono il passato del frontman.

Un disco che piacerà sicuramente a chi amò la vita notturna di quegli anni, ma che potrebbe far storcere il naso ai più seriosi ed esigenti.

“Confetti” è un inno alla musica new wave, mentre “The Great Pan Is Dead” – pezzo che apre l’LP, tra l’altro – è il singolo che richiama in maniera più che evidente l’operato di band quali IAMX e Chris Corner (che poi sono la stessa cosa, a dir la verità).
A parte le somiglianze, il talento si sente, anche se il ritrito si fa palese.

Pro

Contro

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