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    Cold War Kids

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Se Nathan Willet è convinto a noi va bene

Questo EP conferma quanto la band forgiatasi nel 2004 a Fullerton, California, meriti di essere presa sul serio per l’ennesima volta.

Il quartetto si ripropone tramite un lavoro incentrato perlopiù sul gospel, di cui il pezzo intitolato “Sermons” è l’ipostasi fatta a musica: qui viene intentato un dialogo con un Dio un po’ sordo, che probabilmente non capisce il significato di frasi come “The Words Will Change The Heart”, ma che fa immergere l’ascoltatore nell’atmosfera di una giornata di lavoro forzato in un campo da cotone. Si passa allora a “Coffee Spoon”, pausa di riflessione operata insieme ad un organetto, e “Santa Ana Winds”, unica traccia propriamente indie, scortata da acuti cori di voci maschili.

Il primo brano, “Audience”, è forse stato così chiamato per evitare dissidi con i duri Rage Against The Machine per i diritti d’autore; tuttavia, i Cold War Kids in alcuni riff di chitarra elettrica e semi-acustica riecheggiano – troppo – i mastri sultani Dire Straits, ai quali sarebbe meglio guardare dal basso in alto. Casualità? Attendiamo la risposta dell’Onnipotente.

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