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  • Cold War Kids: Dear Miss Lonelyhearts

    Cold War Kids

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Ragazzini poco coraggiosi

“I was supposed to do brave things.” Comincia così, con l’inconfondibile voce di Nathan Willett, “Miracle Mile”, prima traccia e singolo apripista di “Dear Miss Lonelyhearts”, seguito dell’incoraggiantissimo “Mine Is Yours” del 2011. Sono passati due anni da quell’album e, messe da parte le aperture pop rock che avevano attirato sulla band attenzioni illustri come quella di Elton John ma che purtroppo non avevano portato il successo di pubblico sperato, i Cold War Kids ritornano un po’ all’origine, proponendo un album fatto di un rock che di brano in brano si contamina con componenti che vanno dal blues alla dance, fino al finale strappalacrime “Bitter Poem”, forse, tra le dieci che lo compongono, la traccia più memorabile dell’intero disco.

Ci si aspettavano “brave things” dai Cold War Kids. E invece questo ultimo loro disco ha tutto il sapore della battuta in ritirata. “Mine Is Yours” era coraggioso perché – e il titolo era emblematico – voltava in parte le spalle all’affezionato pubblico indie per esplorare i territori ben più accidentati del rock mainstream con qualcosa di innovativo e personale. Qui è come se la band si fosse invece ripiegata su se stessa, e sono pochi i brani che brillano e riescono a raccontare, in musica, una storia. Godibilissimo, certo, ma deludente.

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