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  • Coldplay: Viva La Vida Or Death And All His Friends

    Coldplay

    Data di uscita: 01-01-2008

    Loudvision:
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Eclettici e sempre unici

Dove eravamo rimasti? Alla ricerca della perfezione e alla linearità che hanno caratterizzato “X & Y”? Be’, dimentichiamocene. Con “Viva La Vida Or Death And All His Friends”, quarto album in 8 anni della band inglese, assistiamo all’ennesima evoluzione. Nonostante rimangano riconoscibili, con questo album i Coldplay cambiano decisamente stile.

I continui accostamenti e paragoni ad altri gruppi da parte della critica ci conducono ad alcune necessarie riflessioni: l’ormai consolidata collaborazione con Brian Eno marca l’indissolubile connubio tra la band e il panorama pop/rock odierno, palesando somiglianze con gli U2 anni ’80, soprattutto in brani come “Lovers In Japan” e nel finale di “Yes”.

“Viva La Vida” è un album audace, che sfida i vecchi fan e incoraggia i nuovi con un sound che invita a riempire gli stadi. Meno immediato, meno orecchiabile, anzi a tratti complesso, questo disco richiede più ascolti per poter essere apprezzato ma alla fine, come sempre, conquista mente e animo degli ascoltatori. Non a caso in poche settimane dalla sua uscita è entrato in ogni classifica mondiale.
[PAGEBREAK] Una delle novità che caratterizzano il nuovo prodotto dei Coldplay risiede nella ricerca di nuove sonorità e nell’utilizzo di strumenti insoliti per la band: le campane in “Viva La Vida”, suoni d’organo che si amalgamano con chitarre e battiti di mano in “Lost”, violini e chitarre che alternano melodie da Far West a suoni arabeggianti in “Yes”, ritmiche flamenche in “Cemeteries Of London”. La componente elettronica, non estranea alle precedenti esperienze del gruppo, trova qui maggior espressione – come tra l’altro la presenza di cori e back vocals -, le tracce sono lunghe e soprattutto il cambio d’impostazione vocale di Chis Martin, che accantona il classico e struggente falsetto a cui eravamo abituati per dar spazio a registri più bassi, risulta al tempo stesso più coinvolgente e rock. I brani si articolano in strutture apparentemente disomogenee, in cui risaltano introduzioni lente e intimistiche, che esplodono in chitarre graffianti, per poi rieducarsi e tornare contenuti nel finale, come in “42″. Quest’ultimo pezzo, insieme alla title track, è l’unico che ricorda il classico Coldplay style.

Infine da notare la doppia citazione artistica – un dipinto di Delacroix (“La Libertà Guida Il Popolo”, 1830 – Parigi, Musée du Louvre) in copertina e un omaggio al quadro di Frida Kahlo, “Viva la Vida” – che diventa espressione di rinnovata sperimentazione e originalità.

Se “X & Y” si è dimostrato essere un album di passaggio, “Viva La Vida” ripercorre il sentiero intrapreso dai quattro inglesi, senza però giungere alla meta definitiva, ma soffermandosi ancora una volta sulle possibili diramazioni che questo percorso di rinascita e scoperta antepone al loro cammino.

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