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Coldworker: Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate

2006: nascono e pubblicano il primo album “The Contaminated Void”.
2008: prende vita “Rotting Paradise” il loro sound è ormai deciso.

Di chi stiamo parlando? Dei Coldworker di Anders Jakobson.
Un paradiso marcescente, una realtà in cui sarebbe meglio chiudere gli occhi, disincanto e rabbia.
You’re W(h)ellcome!

Bene, iniziamo!
Hai occhio per le band! Prima coi Nasum, grande band con un numerosi fans fedeli e ora dopo un annuncio su Nasum.com sono nati i Coldworker, che sembrano promettere grandi cose. Cosa ti ha portato a scegliere gli attuali membri?C’è qualche aneddoto interessante?
Si, puoi proprio dirlo: ho trovato le giuste persone con cui suonare ancora una volta. Non ho fatto nessuna audizione o cose simili, è successo che fin dall’inizio ci siamo trovati bene assieme.
L’unica storia interessante è che non eravamo particolarmente buoni amici, prima di iniziare a suonare con la band, ma dopo tutto si è risolto, forse anche grazie a questo.

Temi che il tuo passato coi Nasum si possa trasformare in un continuo confronto? Pensi che questo nome vi seguirà ad ogni lavoro o pensi che prima o poi riuscirete a liberarvene?
Con le comparazioni i giornalisti hanno qualche problema e continuano a farne, ma la cosa è alquanto stupida visto che l’unico aspetto che hanno in comune i Nasum e i Coldworker sono io.
Personalmente non faccio mai confronti tra Coldworke e Nasum e penso, onestamente, che nessun altro dovrebbe farne. Non riesco ancora a capire perché ne facessero al primo album, ma oramai abbiamo dimostrato di essere una band a tutti gli effetti, facendo il nostro lavoro.

Un debut album eccellente e un secondo lavoro notevole in così poco tempo (2anni). Qual è il segreto del vostro successo?
Numerose persone sembrano molto sorprese dal fatto che abbiamo pubblicato un album, a poca distanza dal primo. Per me un anno e mezzo è un tempo già discretamente lungo e sono speranzoso che ne pubblicheremo un terzo a breve. Siamo cinque ragazzi creativi che lavorano con nuove idee per la maggior parte del tempo.

“The Contaminated Void” sembra un mix di 5 personalità diverse tra loro e non ben coordinate, mentre l’ultimo lavoro sembra più omogeneo e mostra una specie di feeling. Come ci avete lavorato? Avete imparato a conoscervi in maniera naturale o avete concordato passo per passo?
Sono d’accordo con te per quanto concerne “Rotting Paradise”: è molto di più di un album elaborato, visto che abbiamo passato molto tempo a scrivere le canzoni, ma al contempo non vedo nessun problema di coordinazione nel primo. La grande differenza tra i due è come ci abbiamo lavorato, probabilmente è il fatto di aver scritto le nuove canzoni in maniera più individuale rispetto al primo dove abbiamo lavorato insieme nella stesura dei pezzi.
Comunque, penso che abbiamo trovato in un certo modo un “Coldworker sound” a cui abbiamo lavorato tutti dal momento in cui abbiamo steso le nuove tracce individualmente.

Come sono nate le illustrazioni del booklet?
Non lo sappiamo. L’artwork è stato composto da Orion Landau, uno studio grafico della Relapse Record. Non avevamo idee concrete, così abbiamo dato solo poche istruzione guida.
Così fin dall’inizio ci ha lavorato da solo.

“Rotting Paradise” è un album oscuro. Nemmeno il paradiso, posto dove le pene svaniscono è salvo. Per voi la salvezza è cadere in uno stato comatoso o ” prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli” [cit. da "Hamleto" di William Shakespeare]?
La citazione di Hamlet rende meglio l’idea a confronto della nostra.
Non puoi risolvere nulla se ignori i problemi; questi non se ne andranno via da soli.

Sul website, nella sezione biografia si legge:
“Dicembre 2007 – Gennaio 2008: I Coldworker hanno registrato il loro secondo album “Rotting Paradise”. …. 15 canzoni canzoni sono state registrate, 12 finite sull’album, una 13esima – la cover di “Necromancer” dei Sepultura- finita sulla versione giapponese e due canzoni serbate per il futuro.”
State già pensando a lavori futuri?state lavorando su altro?
Non ancora ma lo faremo presto. Siamo al momento impegnati con nuovo materiale e il traguardo è di fare una piccola registrazione questa estate, qualche nuova canzone e un paio di cover per dei tribute album.

So che a fine mese avete partecipato al Neurotic Death Festival@Tilburg in Olanda.
Come è andata?Come siete stati accolti dal pubblico da considerarsi estremo?

Si è andato bene. Abbiamo avuto dei piccoli problemi col suono, come spesso accade nei festival intensi.
Le reazioni sono state buone sia su vecchio che nuovo materiale.

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