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  • Coldworker: Rotting Paradise

    Coldworker

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Nel marcio del cielo godremo del Signore [CW 66.6]

La sensazione è tangibile: i Coldworker sono pronti per la devastazione.
L’aria è frizzante, come quella antecedente un temporale violento, i brividi partono dal fondo e giungono a colpire il cervello in poco meno di due canzoni.
Il genere è Swedish Death Metal, non una copia ma nuova linfa, coesa e di buona qualità; dal resto non bisogna avere dubbi visto che tra i componenti compare Andersen Jackobson, si proprio lui!
A differenza di “The Contaminated Void”, l’album di debutto, in questo lavoro sembra esserci maggior compattezza e feeling tra le cinque menti e le canzoni risultano un mix letale e ben organizzato atto a dipingere ad ogni traccia quel paradiso marcescente, che forse non è poi così lontano.
Canzoni degne di nota: “Reversin The Order”, meritevole apri pista, “Symptoms Of Sickness” con i suoi mid-tempos angoscianti e pesanti, “Comatose State” che racchiude nel testo l’anima di “Rotting Paradise”:
…Now you’re cast in a mold
Zombified, weakened, intensely controlled
A circle of war, allegedly pure
Die in conviction of reasons obscure

Ed in fine “Paradox Lost” soffocante e lacerante, voce gutturale, riff caotici ma con pattern sonoro più chiaro e studiato e blast-beat ad oltranza!
In poco meno di due anni i Coldworker hanno preso forma, trovato un punto d’incontro per comporre il loro sound e sembrano promettere bene per il futuro.
“Rotting Paradise” è un album completo e genuino, dove tutto è saldamente strutturato, dalla registrazione eccellente alle illustrazioni calzanti dell’artwork. Insomma non vi si può davvero rimanere indifferenti!

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