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Come una poliziotta tra punk rock e R&B

Numerose sono le date italiane per questo tour di Joan Wasser, aka donna poliziotto, a dimostrazione del successo che ha avuto la sua Brooklyn, divisa tra punk e blues, anche in Italia. Sul palco del MusicDrome Joan è alla tastiera e il trio è completato da batteria e basso. Il concerto si apre con “Honor My Wishes”, dall’ultimo album “To Survive”, cantata con voce avvolgente, quasi nera. Segue subito “To Be Loved”. Molto orecchiabile ma non particolarmente vivace né originale, neanche dal vivo. Basso e batteria lanciano “Flushed Chest” con un impronta sicuramente meno pop e più blues. Sulle ritmiche lievemente dissonanti spicca il volo una voce suadente e ruvida. La sensualità allegra e la presenza di scena della musicista iniziano a scaldare il pubblico.

Ma il MusicDrome non fa in tempo ad animarsi che viene un po’ addormentato da “The Ride”, dolce e appassionata ma forse troppo soft in questa fase del concerto. Tocca al brano “To Be Lonely” riaccendere l’atmosfera: un timbro molto caldo, una voce un po’ più sporca e solo la tastiera ad accompagnarla; una grande intensità rianima la musica. Joan torna alla chitarra, un cenno d’intesa e parte “Holiday” che dal vivo acquista particolare energia grazie ad un coinvolgente giro di basso. Il trio è molto affiatato, il brano orecchiabile e dinamico quanto basta per divertire e conquistare definitivamente il pubblico che risponde con un lungo applauso.

Lo spettacolo procede tra brani più lenti, ballabili e altri più movimentati. Tra un pezzo e l’altro Joan ed il suo affezionato pubblico si divertono scambiandosi battute in una serie di giocosi botta e risposta. In chiusura si innesca un crescendo di sensualità ed energia: ascoltiamo con piacere brani davvero convincenti quali “I Defy”, “Eternal Flame”, “To America” e l’esplosiva “Furious”.
Grande entusiasmo quando Joan impugna la chitarra acustica e accende la cover di Jimi Hendrix “Fire”. Toccante, splendida e graffiante. Il musicdrome si incanta su un lungo brivido ipnotico; la voce di Joan si incastona nelle anime stregate colorandole di nero, mentre il basso le trascina in un sabba di inizio inverno.

Concludono lo spettacolo due bis richiesti a gran voce. Tra questi notevole la cover di Nina Simone “Keeper Of The Flame”: romantica, passionale, colorata dall’accompagnamento e dall’assolo di un ukulele elettrico.
Tra alti e bassi un concerto davvero piacevole ed eclettico: dopotutto è la stessa Joan Wasser a collocare la propria musica al confine tra i territori del punk rock e del rythm and blues.

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