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Comfortably Waters

Dopo i quattro sold-out consecutivi di Aprile, il Forum di Assago si accinge ad ospitare il muro pink floydyano per altri due concerti, ancora una volta – sorpresa, sorpresa – da tutto esaurito.

La sensazione di essere in procinto di assistere ad un evento, musicalmente parlando, di portata storica è tangibile fin dall’ingresso nell’arena. L’enorme muro di mattoni bianchi nasconde solo parzialmente il palco, non è ancora del tutto eretto e lascia intravedere parte dello stage. Per il fan, è già sufficiente a scatenare i brividi lungo la schiena. Figuratevi poi quando alle 21:00 precise lo show prende vita. So ya thought ya might like to go to the show… crollano le difese, riaffiorano i ricordi ed è come se le ultime tre decadi non fossero mai passate. Ti lasci trasportare dall’emozione, e quando gli echi delle esplosioni si affievoliscono lasciando spazio alla musica mentre un aereo praticamente life-size si schianta contro il muro bianco, ti rendi conto che questo non è solo uno show. Questo è LO show.

Il concept si sviluppa sotto i nostri occhi mentre il muro diventa protagonista del più spettacolare sons et lumières a cui ci sia capitato d’assistere. Le immagini commentano i suoni e viceversa, mentre Waters dirige uno spettacolo di cui è al contempo sceneggiatore, direttore e principale protagonista.

Uno spettacolo dalla chiave di lettura riattualizzata, dove la componente di critica sociale e politica prevale sulla riflessione psicoanalitica, e che pur presentandosi come un lontano parente della visione originale made in Pink Floyd, colpisce ai sensi grazie alla splendidamente architettata commistione di musica, testi ed immagini. Come ad esempio la sublime reprise in chiave acustica di “Another Brick Pt. 2″, mentre sullo schermo circolare che sovrasta il palco appaiono le immagini di Jean Charles De Menezes, ucciso dalla polizia londinese per porto abusivo di zainetto nell’aftermath degli attentati del 7 luglio 2005.
Mother should I trust the government? No fucking way!

Le animazioni di Gerard Scarfe prendono vita, e si materializzano sul palco . Il maestro, la mamma, la moglie non sono solo disegni animati, ma anche enormi pupazzi che irrompono in scena e ci accompagnano nel trip watersiano, mentre a poco a poco, mattone dopo mattone, la costruzione del muro giunge a compimento poco prima dell’intervallo, fino ad occludere completamente la vista dello stage, enorme quinta di uno show che nessuno vorrebbe finisse mai.

Il breve interallo viene presto interrotto da una “Hey You” da brividi alti 20 cm. Is there anybody out there? Sulla destra del muro si apre una breccia che lascia intravedere un piccolo salotto. Davanti alla TV, sdraiato sul divano, Waters attaca “Nobody Home” ed inizia un rollercoaster di emozioni che ci porterà fino a “Comfortably Numb” per raggiungere il climax con “Run Like Hell” e “Waiting For The Worms”, mentre sullo sfondo i martelli di Scarfe marciano minacciosamente con il passo dell’oca, fino ad arrivare allo spettacolare crollo del muro durante “The Trial”. A quel punto, le parole non bastano più, e non resta che assistere attoniti alla conclusiva “Outside The Wall”, con tutta la band che si allinea davanti alle macerie del muro prima di accomiatarsi da un pubblico visibilmente colpito, conscio di aver assistito ad un evento che trascende il mero concetto di concerto rock. Descrivibile con un unico termine: memorabile.

(se davvero state leggendo questa sezione, vergognatevi!)

Intro / I’m Spartacus
In The Flesh?
The Thin Ice
Another Brick In The Wall Part 1
The Happiest Days Of Our Lives
Another Brick In The Wall Part 2
Roger speaks
Mother
Goodbye Blue Sky
Empty Spaces
What Shall We Do Now?
Young Lust
One Of My Turns
Don’t Leave Me Now
Another Brick In The Wall Part 3
The Last Few Bricks
Goodbye Cruel World

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Hey You
Is There Anybody Out There?
Nobody Home
Vera
Bring The Boys Back Home
Comfortably Numb
The Show Must Go On
In The Flesh
Run Like Hell
Waiting For The Worms
Stop
The Trial
Outside The Wall

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