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Coming Back in Style

Quando c’è di mezzo il rock, neppure Il freddo polare ferma un Loudvisioner, neppure se deve guidare per 2 ore su strade ghiacciate. Se si tratta poi del rock vero, suonato con l’anima, la birra e il sangue, allora nulla può ostacolarci. E così, ci mettiamo in macchina in un ghiacciato venerdì pomeriggio per raggiungere quest’amena cittadina attaccata a Torino, per l’intervista che ci attende con Tim Brennan.

Dopo aver chiacchierato amabilmente con l’altissimo chitarrista della band e scherzato con Al Barr, ci prepariamo alla serata, in un Teatro della Concordia ancora piuttosto vuoto. Alle 19 salgono sul palco i Dirty Bastards, gradevole band di Varese che propone i classici del folk irlandese rivisitati in chiave punk, fra cui la storica “Whiskey In The Jar”.

Seguono poi i The Bouncing Souls che, a dispetto del loro nome, sembrano un gruppo di nerd incartapecoriti, che lasciano abbastanza indifferenti chi vi scrive. Molto meglio ascoltarli su CD, anche se il pubblico, nel frattempo aumentato, pare gradire parecchio.

Finalmente, alle 21.30, arriva il piatto forte di questa serata all folk/punk style: con una fragorosa “The Irish Rover”, irrompono sul palco i Dropkick Murphys! Il pezzo, tratto dal più recente “Going Out In Style” infiamma subito i fan, che ora hanno riempito del tutto il teatro, e li trascina in una danza sfrenata che, fra pogo e stage-diving, dura per più di un’ora e mezzo.

Fra le perle della serata spiccano alcune perle del passato, come “The Gang’s all Here”, “Gonna Be A Blackout”, e “Barroom Hero”, che ha fatto scatenare e cantare a squarciagola il pubblico. Questi gioielli erano incastonati nella cornice dei pezzi più recenti, come “Deeds..” e “Climbing A Chair…”, introdotte splendidamente dalla cornamusa di Scruffy Wallace, o “Cruel”, dedicata ai parenti di Ken Casey presenti in sala.
Ma le vere chicche sono la nuovissima canzone, che i DKM presentano nel tour di quest’anno (“Shark”) e soprattutto il quartetto di versioni acustiche di alcuni dei loro pezzi più famosi: e così, rivivono sotto una luce nuova “The Warrior’s Code” e “Take’Em’Down” .

Finita la parentesi acustica, ricomincia la sarabanda punk/folk, con i cavalli di battaglia più aggressivi e rockeggianti, come “CIA” e soprattutto “I’m Shipping Out To Boston”, praticamente urlata dal pubblico impazzito, che sovrasta gli strumenti!
Chiudono “Kiss me…” e “T.N.T”, la celebre cover degli AC/DC con cui i Dropkick sono soliti terminare le loro performance e che attira sul palco le fan più accanite.

Finito tutto, spente le luci, noi ci rimettiamo in macchina, affrontando il gelo dell’autostrada. “I’m shipping out to Lodi, whoooo!”.

2012-02-06

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