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Con la Banda della Posta una balera senza tempo

Il tour di Vinicio Capossela con la Banda Della Posta arriva a Frascati per la 13° edizione di Frammenti, festival organizzato dall’associazione culturale Semi In Testa per promuovere l’arte e la cultura nei loro molteplici linguaggi.
Dopo gli ex CCCP e gli Area 765, la serata di chiusura della manifestazione, durata 4 giorni, è affidata a Capossela e al suo progetto che lo vede in veste di produttore per quanto riguarda il disco, “Primo Ballo”, “esordio” della Banda della Posta. Dal vivo Vinicio ha ben altra veste rispetto a quella del produttore, passa dall’istigare il pubblico a ballare al suo tradizionale ruolo di cantante, comunque rivisitato per essere a tema con la musica degli sposalizi.

Fin dalle prime note, si capisce che questo non è un concerto di Capossela, che, terminata l’apertura con “España Cañí”, vestito di bianco, saluta il pubblico rendendo subito palese lo scopo della serata: «Buonasera a tutti! In questa serata speciale, che è l’8 settembre, noi facciamo un armistizio con un po’ di cose che non ci stanno bene e vi offriamo una serata di festa e di gioia sanamente popolare. Infraschiamoci tutti! Abbondanza! Questa è la Banda della Posta!»
Quando Vinicio presenta i musicisti con lui sul palco, l’esperienza si conta a suon di sposalizi a cui si sono esibiti e la parola d’ordine, ripetuta numerose volte da Capossela, matador della serata, è “Ballate!”.

Tra un “Che Coss’è L’Amor” a ritmo di rumba e un “Con Una Rosa”, il pubblico si lancia in sfrenati balli, nonostante, vista la giovane età dei presenti, molti ignorino completamente i passi di danza che andrebbero fatti… come a un vero sposalizio non importa come si balla l’importante è divertirsi. Lo stesso Capossela per qualche minuto balla sul palco con una scopa. La quadriglia, però, è il pezzo che riesce a scatenare il maggior caos. Seguire le istruzioni di danza non è semplice tra girotondi che si scontrano e ballerini scoordinati eppure dalle prime alle ultime file tutti si lanciano a ballare.

Tra un omaggio a Celentano con “Si È Spento Il Sole”, diversi omaggi a Matteo Salvatore e una dedica al padre di Vinicio, Vito, si arriva al bis richiesto a gran voce, durante il quale Capossela torna a quell’8 settembre del 1943, quando l’annuncio del generale Badoglio lanciò l’Italia nel caos. “Ovunque Proteggi” crea di colpo un atmosfera ben diversa di quella gioiosa e danzante di prima, che torna subito dopo col “Ballo Di San Vito”.

Capossela con la Banda della Posta dimostra, sia nel disco che nei live, che l’arte è presente anche in quei segmenti spesso considerati di serie b, come la musica per matrimoni, e soprattutto, che come tutta l’arte non ha limiti di tempo e di luogo, riuscendo a coinvolgere anche i più giovani in luoghi ben diversi dalla Campania, la regione dalla quale proviene la Banda della Posta.

Vinicio Capossela Banda della Posta setlist

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