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Con la Sessión Cubana è subito fiesta

Inizia presto la serata del Rock in Roma all’Ippodromo delle Capannelle, ma non sul palco principale dove di lì a poco salirà Zucchero Fornaciari con la sua Session Cubana, bensì sul palchetto appositamente posizionato per le band che hanno passato le selezioni del Rock In Roma Factory. Questa sera, in particolare sono stati gli U’ Papun e i Pagliaccio ad esibirsi.

Ad aprire la serata gli U’ Papun, un gruppo pugliese che chi scrive ha seguito fin dagli esordi. Catalogarli è impossibile ma per fortuna qui non siamo in un negozio di dischi, per cui basterà dire che gli U’ Papun propongono un riuscito mix di rock accompagnato dall’interpretazione alla Gaber del cantante, e divertenti siparietti in cui ora si travestono da “Cabròn”, ora portano degli occhiali al contrario per ironizzare su chi segue cecamente le mode del momento. Una band che, se vale la pena ascoltare su disco, è imperdibile dal vivo.

Più vicina al cantautorato la musica dei Pagliaccio, band di Biella che ha da poco pubblicato “Erolronico”, disco d’esordio in cui sonorità pop si accompagnano a tematiche sociali come la raccolta differenziata protagonista di “Irresponsabile”, il loro secondo singolo. La band non se la cava male, ma sarà anche la maggiore esperienza degli U’ Papun, non c’è paragone con la band pugliese.

Non appena è finito il momento dedicato alle “nuove proposte”, in perfetto orario arriva sul palco l’attesissimo Zucchero Fornaciari e la sua Sessión Cubana, preceduti da alcuni versi tratti dall’inno nazionale cubano, “Guantanamera”, per poi attaccare subito con la musica di “Nena” e sentire il pubblico esplodere in un boato di benvenuto quando la scritta “Amor Cuerdo no es amor” di José Martí si apre come un sipario e, in un mare di fumo, appare Zucchero.

In scaletta per gran parte brani tratti dal disco che dà il nome al tour, “Sessión Cubana”, ma anche salti nel passato con tormentoni come “Con Le Mani” “Solo Una Sana E Consapevole Libidine Salva Il Giovane Dallo Stress E Dall’Azione Cattolica”, entrambe tratte da “Blue’s” del 1987, e “Overdose (D’amore)” tratta da “Oro, Incenso E Birra” del 1989.

A richiamare Cuba non solo la musica, ma anche la spettacolare quanto essenziale scenografia che fa da cornice a Zucchero e la sua band: un alligatore sporge dal palco tendendo le sua fauci verso il pubblico, mentre alle spalle delle coriste danzanti, che si trovano più in alto di Zucchero e la sua band, si trova una vecchia auto cubana con la targa del concerto a L’Avana (08 – 12 – 12), mentre due stelle rosse luminose sono negli angoli alti del palco.

Zucchero intrattiene con i presenti un ricco dialogo sia in note che non, scherzando, ad esempio, prima di attaccare con “Guantanamera”: «Mai avrei pensato di cantare un giorno “Guantanamela”, poi ho scoperto invece che “Guantanamera” è un’altra cosa ed è una bella cosa!». O quando spiega: «Nell’album precedente c’era una canzone che si chiama “Il Suono Della Domenica”, che non avrei mai pensato che diventasse molto attuale, purtroppo, per il mio paese, per l’Emilia. Io la canto semplicemente per ricordare, per non dimenticare».

Se il pubblico delle prime file ha un dialogo diretto con Zucchero, anche quelli delle ultime non rinunciano alla loro parte e investiti dal ciclone cubano, cantano e ballano per tutte le due ore abbondanti di concerto, travolti dall’energia di Zucchero, ma anche dall’acustica che resta buona anche nelle ultime file.

Come tutte le cose belle, però anche questa finisce, ma come dice Zucchero salutando i suoi fan, il blues non morirà mai.

Scaletta U’ Papun
Cabròn
Luna
Storia Di Una Disoccupata
Inutile Alchimia
Amore Cialtrone
Fiori Innocenti
Indiesposto

Scaletta Zucchero
Nena
Un kilo
Cuba Libre
Never Is The Moment
Love Is All Around
Bacco perbacco
L’urlo
Indaco dagli occhi del cielo
God Bless The Child
Soldati nella mia città
Guantanamera
Baila (Sexy Thing)
Pana
Ave Maria No Morro
Diamante
Il volo
Overdose (D’amore)
Vedo nero
Il suono della domenica
Ali d’oro
Con le mani
Diavolo in me

Bis:
Blu
Così celeste
Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’azione cattolica
La bamba
Per colpa di chi

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