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Concerto del Primo Maggio 2018: a Roma regna l’indipendente, e non solo | Resoconto

“Sicurezza: il cuore del lavoro”, è stato questo il tema di quest’anno del Concerto del Primo Maggio a Roma. Una giornata immensa, ricca di bei momenti e con tanti ospiti in cartellone che segnano il nuovo panorama musicale del momento. Perché, a chi piaccia o no, questa è la musica che attualmente vuole il pubblico italiano. Leggera, easy, spensierata. Una scelta azzeccatissima quella di Massimo Bonelli e del suo team iCompany, per quanto mi riguarda, che ha puntato sulla musica indipendente, pescando anche dall’ultimo festival di Sanremo. I risultati si sono visti. Nonostante la minaccia “pioggia”, la piazza era sold out.

Presentano Lodo Guenzi, uno dei membri de Lo Stato Sociale (tra gli artisti in line-up) ed Ambra Angiolini: coppia perfetta e funzionante.
Il concertone inizia alle 15,00 spaccate, e si parte subito con il monologo di protesta del conduttore (tra l’altro, c’era da aspettarlo): “Mi sono rotto il cazzo della legge elettorale, di Maria Elisabetta Alberti Casellati, di Giacinto della Cananea, di Luca Cordero di Montezemolo: prima dei vitalizi sarebbe giusto tagliare i vostri cognomi, mi sono rotto il cazzo che difendiamo i confini, odiamo i neri e amiamo i gattini, della spesa militare, che è sempre colpa degli immigrati, che mia mamma dopo trent’anni a Bologna è sempre ‘la marocchina’. Mi sono rotto il cazzo della formazione del nuovo governo, che lo faccio con la Lega, con il Pd ma senza Renzi, con Berlusconi, lo faccio con Casa Pound ma giuro senza il Duce. Mi sono rotto il cazzo di viva il lavoro ma senza i diritti, di viva i profitti ma senza tasse”.
Perché proprio questo brano? Perché proprio tre anni fa, nello stesso posto, stesso contesto, era stato censurato. Quest’anno è tornato a farsi sentire e il caso vuol che a condurre i giochi sia proprio il biondino de Lo Stato Sociale (che tornerà dopo con il brano sanremese “Una Vita in Vacanza”). Da qui il via al concerto vero e proprio (quasi totalmente “indie”), che ha visto esibirsi sul palco più generi: dal rock, al pop, musica elettronica. Indie anche il backstage che ha ospitato i TheGiornalisti, Viito, Motta.
Artisti che hanno sfoggiato anche una certa stravaganza nel vestiario e nella scenografia: da Achille Lauro a Sfera Ebbasta (giubbotto di pelle bianca, occhialini con lacrima rossa), al trucco di Dardust e il look di Max Gazzè. Nel corso dello show anche un omaggio a Freak Antoni e ai suoi Skiantos. “La voce che avete sentito è la voce di Freak Antoni. Mia mamma è del 1957, quindi nel 1977 aveva vent’anni ed era a Bologna e in quell’anno Bologna era in qualche maniera il centro del mondo: le radio libere, l’immaginazione al potere“, sottolinea Lodo.
Tra le esibizioni più particolari della giornata anche un “Bella Ciao” in una versione inedita eseguita dall’arpista Micol, che però non riesce a coinvolgere del tutto il pubblico di Piazza San Giovanni, forse troppo concentrato ad apprezzarne la melodia che a lasciarsi andare. Sul palco anche un immancabile Gazzè, e la cantantessa Carmen Consoli che ci ha fatto sognare con il suo “Amore di plastica” e “In bianco e nero”, e i suoi brani in dialetto come “Tano” e “A Finestra”. Presente anche Gianna Nannini non proprio in formissima. Per lei un trono dorato per ‘sostenerla’ a causa del suo infortunio durante il concerto a Genova. La regina del rock recita “Dio è morto” di Francesco Guccini, a seguire “Fotoromanza”, “Fenomenale”, “America”, “Sei nell’anima”.

A spegnere le luci e salutare anche questa edizione del concerto del Primo Maggio ci hanno pensato i Calibro 35 con un po’ di musica strumentale e a seguire il dj set di Fatboy Slim.

Come ogni anno, gli haters non risparmiano critiche. Alcune costruttive, altre meno. Molte mirate alla scelta di artisti che “fanno tutto tranne che musica”. Per carità, De gustibus non disputandum est, ma quando si parla di musica, e ci si diverte, rilassatevi un attimo. Soprattutto accettate pure il fatto che, vi piaccia o no, è questo “ciò che passa il convento”. Abituiamoci un po’ all’idea che funziona, ebbasta.

Scaletta

INDIGO FACE
GIORGIO BALDARI
BRASCHI
ESPOSITO
MARIA ANTONIETTA
FRAH QUINTALE
WRONGONYOU
ACHILLE LAURO e BOSS DOMS
MIRKOEILCANE
NITRO
GALEFFI
GEMITAIZ
GAZZELLE
WILLIE PEYOTE
ERIO
LA MUNICIPÀL
ZUIN

DARDUST ft. JOAN THIELE
CANOVA
THE ZEN CIRCUS
FRANCESCA MICHIELIN
JOHN DE LEO
MINISTRI
GIANNA NANNINI
ULTIMO
SFERA EBBASTA
MAX GAZZÈ e l’Orchestra Filarmonica Marchigiana

ERMAL META
CARMEN CONSOLI
COSMO
LE VIBRAZIONI
LO STATO SOCIALE
CALIBRO 35
FATBOY SLIM

 

Qui tutte le foto del Concertone

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