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Concerto Primo Maggio 2015, intervista ai KuTso

Tra gli artisti del cast del Concerto Primo Maggio 2015 in Piazza San Giovanni a Roma abbiamo intervistato i KuTso, band vincitrice del Contest 1MNext della scorsa edizione e arrivata seconda alla 65°edizione del Festival di Sanremo.

Abbiamo parlato con il chitarrista Donatello Giorgi.

C’è differenza, a livello di emozioni, tra suonare a Sanremo e suonare qui al Concerto del Primo Maggio a Roma?

Noi già l’anno scorso al Primo Maggio abbiamo suonato per moltissime persone. A Sanremo, è vero, suoni davanti a milioni di spettatori, dicono, ma è anche vero che quelle persone sono nascoste dall’obiettivo della telecamera.

All’Ariston il pubblico è più esiguo a livello di numero e anche un po’ ingessato rispetto a quello del Primo Maggio. Ovviamente le emozioni sono diverse, e belle in entrambi i casi. Personalmente trovo l’impatto del pubblico del Primo Maggio più emozionante.

Lasciare il lavoro per cercare di aver successo nell’ambito musicale è una cosa che tu consigli ai giovani? O è un azzardo?

Parlando della mia esperienza personale, un mese fa mi sono licenziato da un’azienda in cui lavoravo e avevo il contratto a tempo indeterminato. Per l’età che ho in Italia, direi che sono stato molto fortunato. In realtà, ho fatto quella scelta perché l’essere musicista già di fatto era diventato un altro lavoro: sia a livello di tempo, di energie, di attenzione.

Consiglio di farlo se effettivamente si sta già lavorando. Se è un sogno da realizzare, credo che se si ha già un lavoro è meglio tenerselo, e cercare di farsi in quattro per portare avanti le cose, magari.
Ma lasciare il lavoro per l’arte… Solo se si è sicuri che quella sia proprio la strada professionale e umana che si vuole percorrere.

E tu quando ti sei accorto che era la strada giusta, quella della musica?

L’estate scorsa quando abbiamo fatto 20 concerti in un mese, ad agosto, e quindi viaggiavo di notte per rientrare a Roma la mattina presto e andare al lavoro. Mi sono detto: se vado avanti così non arrivo al prossimo mese. Ho fatto una scelta forse un po’ rischiosa. Ma il progetto era già avviato.

Come può, la musica, aprire mente e occhi su un tema così complesso come il lavoro?

Io penso che al mondo d’oggi le persone siano sempre più distanti da tutto ciò che è la politica, da tutte quelle realtà che parlano per sermoni, dai personaggi che si esaltano a opinionisti.

La musica, lo spettacolo in genere, è un linguaggio che colpisce molte più persone. E le colpisce anche più intensamente a livello emotivo. La musica e tutto ciò che ci gira attorno lanciano messaggi socialmente utile, e più efficaci rispetto agli altri canali. Vedi la politica che è diventata un urlarsi contro.

Cosa pensi in merito alla vicenda che ha interessato i Nobraino? È stata giusta secondo te la decisione di eliminarli dal Concerto di Taranto?

Credo che sia stata una decisione azzardata, tra l’altro conosciamo personalmente la band. C’è stato un equivoco. Nestola ha postato quell’articolo introducendolo con una battuta che magari poteva essere sbagliata a livello comunicativo, ma era sicuramente una deuncia della situazione, a favore dei migranti, e contro la Comunità Europea. La polemica che si è creata sopra è stata solo per il fatto di aver associato a una battuta a una foto, senza andare a leggere l’articolo che lui aveva postato.

Questo è assurdo perché le stesse persone che li hanno buttati fuori dal festival hanno dimostrato di non avere l’intelligenza di andare a leggere l’articolo. Il discorso è che purtroppo quando la comunicazione diventa sempre più di massa, tutto a sua volta diviene più superficiale. Ormai non si leggono più gli articoli e si guardano solo le immagini, ed è molto più semplice fraintendere.
L’entità della polemica diventa di massa, una cosa cattivissima.

Quali saranno adesso i vostri progetti?

Suonare. Noi già abbiamo una tournée avviata, stanno uscendo moltissime date per l’estate. Sia in grandi contesti come questo che in piccole realtà locali, ovunque possiamo portare la nostra musica, noi andiamo.

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