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Concerto Primo Maggio Roma 2015: il resoconto

Si è concluso alle 00.00, in perfetto orario, il Concerto Primo Maggio Roma giunto alla sua 25°edizione. Per dirla tutta, un Concertone che merita davvero la C maiuscola. Il tema di quest’anno era “La solidarietà fa la differenza. Integrazione, lavoro, sviluppo. Rispettiamo i diritti di tutti, nessuno escluso“.

Sarà stata la presenza dei Big nel cast, nomi come Alex Britti, Noemi, J-Ax, Irene Grandi, a rendere allettante la permanenza in Capitale. Una Piazza San Giovanni che si è fatta sentire. Non solo per aver registrato un milione di presenze ma per aver coinvolto i fan dalla prima all’ultima performance. Un mix variegato di diversi generi musicali che hanno dilagato per l’intera Piazza San Giovanni a Roma: dal rock al folk, dal pop al rap, dall’indie al reggae, dal metal all’elettronica. La dea musica è stata rappresentata in tutte le sue sfaccettature (Guarda la fotogallery).

E mentre l’anno scorso Roma si è sentita un attimo messa da parte rispetto a Taranto, quest’anno pare che i due festival abbiano raggiunto un equilibrio. Nessuna competizione, la festa è stata dappertutto.

Il Concerto si apre con Alessandro Quarta e i Bottari seguiti dai KuTso. Tocca poi alle tre band finaliste del Contest 1MNEXT, dedicato agli artisti emergenti: Bamboo, La Rua, Nigga Radio. La band proclamata vincitrice è La Rua. Il cast quest’anno è veramente interessante. L’organizzazione ha mescolato interessanti personalità, da Ghemon a James Senese, dai Bluvertigo a J-Ax. La serata raggiunge il culmine con l’artista bosniaco, Goran Bregovic che fa ballare tutta la piazza. Immancabile, come in tutti suoi concerti, il pezzo più coinvolgente “Bella Ciao”, che non può mancare a un primo maggio che si rispetti. Vincente anche la coppia Noemi-J-Ax in un duetto (prevedibile) sulle note di “Gente Che Spera”. J-Ax  è il vero protagonista della serata (e lui lo sa). Non appena sale sul palco la folla si fa sentire. E dopo la più fresca “Il Bello Di Essere Brutti” e “Uno Di Questi Giorni”, il rapper fa un passo indietro nel tempo con “Domani Smetto”.

Qualche minuto prima del termine della serata, la leonessa Noemi è poi ritornata sul palco cantando alcuni dei suoi pezzi più noti “Sono Solo Parole”, “L’Amore Si Odia”, “Vuoto A Perdere”.

Tanto acclamati anche i Bluvertigo (riunitisi da poco) che inizialmente si lasciano desiderare: tardano un po’ a salire sul palco. La band presenta al pubblico di Piazza San Giovanni l’inedito del nuovo album, dal titolo “Andiamo A Londra”.

Come ogni Concerto del Primo Maggio che ben si voglia, non sono mancate le polemiche. Questa volta i protagonisti sono gli Stato Sociale, per motivi che hanno poco a che fare con la musica. Durante la loro performance, infatti, la band ha subito una censura da parte della Rai: l’intento era quello di far salire sul palco sei coppie, due eterosessuali e quattro omosessuali, i quali avrebbero dovuto scambiarsi un bacio al termine dell’esibizione. Grande ritorno anche di Irene Grandi. La cantante toscana si esibisce con un classico: “Bruci La Città”; a seguire “Se Mi Vuoi” e “Bum Bum”.

Sul palco del Concertone arriva a un’ora più tarda un po’ di sano metal: i Lacuna Coil, ben graditi dalla piazza. Dulcis in fundo, salgono sul palco i PFM, carichi come non mai. Tra i brani eseguiti “Romeo e Giulietta”, “La Rivoluzione”, “La Carrozza di Hans”.

L’affezionato Concerto del Primo Maggio capitolino, con il suo quarto di secolo, può ritenersi aver superato la prova. Tralasciando i “numeri”, comunque importanti, ad emergere è la qualità.

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