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Conferenza stampa con gli autori

“L’Amore E Basta”, documentario proposto dalla rassegna Giornate degli Autori diretto da Stefano Consiglio: abbiamo seguito un incontro e conferenza con, fra gli altri, il regista, Luca Zingaretti (che appare a inizio film per recitare un sonetto del poeta Aldo Nove scritto per l’occasione), Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay Italia, i produttori Angelo Barbagallo e Andrea Occhipinti.

Ad aprire l’incontro pensa Luca Zingaretti, recitando un altro sonetto di Aldo Nove, poeta emergente classe 1967, dal titolo “Sonetto Ricchione”: Nove, amico del regista ha accettato di riassumere il concetto di omosessualità assorbito durante l’infanzia, una condizione di estraneità e di derisione, attraverso un elenco dei termini, dallo spregiativo al formale, per “etichettare” una persona omosessuale. Stefano Consiglio spiega successivamente l’origine del film, l’idea che ne ha scaturito la nascita: stava lavorando al documentario “Comizi Infantili”, basato sulla visione del mondo e delle cose dal punto di vista dei bambini, facendo l’eco al documentario del 1965 di Pier Paolo Pasolini dal titolo “Comizi D’Amore”, in cui gli italiani venivano intervistati in merito al proprio rapporto con l’amore e il sesso. Chiedendo ai bambini cosa pensassero dell’omosessualità, Consiglio capì di poter realizzare un’opera completa a sé: i bambini dissero di considerare l’amore fra due persone dello stesso sesso come naturale e assolutamente legittimo.

Con interventi moderati da Roberto Barzanti, presidente delle Giornate degli Autori, emerge poi l’arretratezza della società, e della politica italiana relativamente all’accettazione dell’omosessualità e nel riconoscimento e allargamento dei diritti civili alle coppie omosessuali: apprezzamenti ricevono soprattutto la Spagna, vincitrice simbolica di un leone d’oro alla tolleranza e coraggio, grazie al governo Zapatero, promotore di riforme per equiparare i sessi al governo e per contrastare la violenza sulle donne, ma anche i paesi scandinavi e la Germania si sono dimostrati particolarmente attenti in questi temi. Berlino si configura come una delle città più gay-friendly del mondo.

Con Franco Grillini emerge la triste attualità delle violenze contro gay e lesbiche concentrate a Roma: che sia una reazione legata al recente cambio di amministrazione, si chiede? Anche in L’amore e basta una possibile causa di intolleranza è rappresentata dall’insicurezza sociale ed economica, volta a scaricare sulle persone più esposte, riconoscibili e forse deboli tensioni collettive. Si riflette anche sul caso Boffo-Feltri, in cui il principale “capo di accusa” del direttore dell’Avvenire da parte di quello del Giornale sta nel fatto di essere omosessuale; Grillini insiste poi sul ruolo che il Vaticano esercita ed ha esercitato sulla politica italiana e sulla società, in merito a diritti civili per le coppie omosessuali e alla visione dell’intero concetto di omosessualità: particolarmente sentite sono le differenze a livello di diritti civili fra Italia e paesi europei come la Francia, in cui il primo Gay Pride data 1982, e i PACS 1999.

Altro nodo fondamentale è, sempre secondo Grillini, il lassismo della Sinistra italiana, inteso come disinteresse e mancanza di mordente: attualissime sono le dichiarazioni di un candidato alla presidenza del Partito Democratico, contrario all’equiparazione fra coppie etero- ed omosessuali, dichiarazioni che potrebbero corrispondere ad una ideologia prettamente di Destra I produttori sottolineano invece la lievità e la spontaneità del documentario, motivo che li ha spinti ad accettarne la produzione, insieme a Lucky Red, pur tenendoci poi a sottolineare come le proprie idee siano almeno in parte cambiate dopo aver visto o lavorato a questa opera.

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