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Conor Maynard: La prima di Conor

Conor Maynard è la next big thing, rigorosamente under 18 (in origine), pescata su YouTube da produttori e artisti affermati. Questo non toglie che, nell’atto di presentare il primo disco alla stampa – “Contrast”, mix di pop, dance e R&B – il giovane sia a proprio agio e discorra quasi alla maniera di un vissuto showman. Anche se le risatine emozionate non mancano, come pure il fortissimo accento inglese di Conor.
L’incontro coi giornalisti è avvenuto nella sede dell’etichetta Emi, a Milano.

Conor, a cosa si deve il nome del disco, “Contrast”?
La ragione stupida è che richiama il mio nome, Conor. La ragione seria è che la gente si aspettava qualcosa di diverso da me, perché contrasta con quello che c’era in giro al momento. Dentro l’album c’è pure del contrasto, ci sono canzoni emotive e poi altre, c’è l’esperienza delle mie registrazioni in cameretta, a fronte ai viaggi di adesso. Ci sono dentro influenze rock, pop e R&B, roba da dj, cose che piacevano a me coi miei amici. Spero di continuare a fare altra musica, finché alla gente potrà piacere.

Da dove trai l’ispirazione?
Sulla costa, in spiaggia. Il paesaggio è tutto diverso. Ascolto R&B, rock, pop, cose che a mio padre non hanno mai interessato. Il giorno che ho realizzato di voler fare il cantante, ero sulla strada di ritorno da scuola, cantavo e una ragazza si è entusiasmata e mi è venuta a parlare. Mi ha dato molta fiducia. Per quel che riguarda stare sul palco, ho preso lezioni di recitazione, con telecamera davanti, con Shakespeare come riferimento. Nei concerti amo l’atmosfera, la condivisione tra la gente, la parte di divertimento.

Come sei arrivato a capire che la strada del musicista era quella giusta?
Quando ho cominciato a caricare il materiale su YouTube non c’era nulla di pianificato. Non potevo certo pensare cose del tipo «se faccio così, diventerò una star», si trattava di qualcosa di simile a un hobby. Tornavo a casa dopo la scuola e dicevo a mia mamma che andavo al computer a registrare qualcosa, perché mi piaceva. Che mi potessero ascoltare un milione di persone o solo mia mamma, non ci pensavo. Un giorno ho caricato una cover di Usher che è stata vista da 100mila persone. Prima di allora i “views” non erano stati più di 300. Al momento di caricare il video successivo, di Ne-Yo, pensavo che non sarebbe più successo qualcosa di simile, invece l’hanno visto un milione di persone. Tutto allora ha cominciato a crescere, ma che sia successo è incredibile, non me lo aspettavo.

E come vanno le cose ora che hai 20 anni?
È pazzesco, sto cercando di trovare un bilanciamento, tra il lavoro e lo stare con la mia famiglia, con gli amici. Cerco di passare del tempo con loro ogni volta che torno a casa. Mia mamma vorrebbe ancora cucinare per me, io sono contento. Non vorrei essere un artista che pubblica una canzone e scompare. Certo voglio avere una carriera e fare la bella musica che amo. È pazzesco con le ragazze, con i fan urlanti – i mayniacs, come vengono chiamati – e più gente ascolta la mia musica, divertendosi, meglio è.
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Cosa ne pensi del confronto che si fa tra te e Justin Bieber?

Posso capire le similitudini tra noi due. Siamo giovani e veniamo dall’online, ma la nostra musica è un po’ diversa. Una delle ragioni per cui il mio disco si chiama “Contrast” è che la gente si aspettava un album pop e giovanile, ma non era affatto quello che avevo nella testa, qualcosa di più maturo e R&B. Ci sono sia differenze che somiglianze. Le recensioni del disco in Gran Bretagna, quando è uscito, dicevano che mi dimostravo più grande di quello che ero. Il mio commento è stato «è quello che cercavo di dirvi!».

Cosa ne pensano i tuoi amici della tua musica?
Gli piace! Nel senso, la mia musica è pressappoco basata sul tipo di quella che io e i miei amici ascoltavamo, quella che vorremmo ascoltare se andassimo in discoteca. Cerco ancora di coinvolgerli il più possibile.

Come è stata l’accoglienza dei fan italiani?

Sono arrivato in aeroporto alle 10 del mattino e migliaia di fan mi sono saltati addosso. È pazzesco quando vengo in un nuovo Paese, poi ci torno e vedo come sono cambiate le cose mentre ero via. Ho incontrato l’Italian vegas girl! Anche la ragazza del mio video è mezza italiana. Ma anche i ragazzi italiani sono grandi eh eh!

Ti abbiamo visto suonare il pianoforte. Ma la tua musica è più commerciale che “classica”.
Ci sono molte influenze nella mia musica. Cose classiche quand’ero più giovane, come Stevie Wonder e Michael Jackson, ma ora c’è più che altro l’hip-hop di Jay-Z, Kanye West e Drake. Nel disco ci sono canzoni, come “Just In Case”, più basate sul pianoforte, ma quello che voglio venga fuori è la mia voce. Una grande canzone è quella in cui la voce completa la musica. Sono autodidatta e procedo con l’ascolto: avevo un’insegnante, ma era una strega e mi sono tirato indietro.

Chi è il tuo cantante preferito?

Uno potrebbe essere Mario. È molto R&B come cantante, penso che tecnicamente sia incredibile. È lui la mia ispirazione, voglio cantare come lui. Un altro, anche se diverso da me, è John Mayer: penso sia incredibile sia come cantante che come scrittore di testi. Anche io amo scrivere le mie canzoni, quindi è una grande ispirazione, mi piacerebbe collaborare con lui.

Ti hanno ispirato loro?
Dal punto di vista musicale, sì. Dal punto di vista dei testi, l’ispirazione mi viene più che altro da quello che ho in mente, da quello che ho attraversato nella vita.
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Ti ricordi il primo commento ricevuto su YouTube?

Penso fosse di mia mamma, del tipo «Mi piace questo qui!», ma più tardi l’ha rimosso. È quando ho visto i commenti di persone che non conoscevo, da tutto il mondo, ho sentito la gioia per andare avanti, perché la gente si divertiva e la cosa quindi cominciava a piacermi. Di sicuro c’erano anche i commenti del tipo «per favore, lascia stare», ma sono andato oltre e in prevalenza erano positivi.

Qual è stata la reazione dei tuoi fan, che ti avevano conosciuto per le cover, quando hai cominciato a cantare le tue canzoni?
Avevo un po’ di paura. Ma alla fine penso di aver conservato i vecchi fan delle cover anche per le mie canzoni, guadagnandone anzi di nuovi. Penso che il motivo sia la mia voce, che non ho voluto cambiare, quello che li rende contenti. Incontro ragazzi che dicono di essere miei fan sin dalla prima cover, questo è meraviglioso.

Un sacco di gente carica cover su YouTube, ma solo tu hai avuto successo. Qual è il tuo segreto?
Su YouTube ci sono migliaia di cover per una sola canzone. Come puoi emergere? Io ho cercato di essere per quanto possibile originale, di fare canzoni adatte a me, come i Kings Of Leon, che ho trasformato suonando il pianoforte. Penso che quando fai questo, la gente che guarda i video diventi tua fan, perché apprezza la tua esecuzione. Puoi cambiare i testi delle canzoni per adattarle a te, puoi cambiare le melodie, farle tue, sia che tu abbia talento o no.

All’esterno degli uffici della Emi, un gruppo di spigliate ragazzine attende, trepidando, che il nuovissimo idolo esca per quella via.

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