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Conosci te stesso

I film di Cosimo Terlizzi sono pieni di parole, dette ma soprattutto scritte: sulla carta, sugli specchi, sull’asfalto, negli spazi virtuali delle chat, su quelli fisici dei muri e, infine, sui fotogrammi stessi che compongono l’opera: i titoli, le scritte in sovrimpressione e le didascalie servono a Terlizzi per indagare lo spazio, spesso sottile, che separa l’oggetto dal proprio nome, l’essenza (di un uomo, di una cosa) dalla propria definizione.

Dopo il doloroso documentario_Folder” (ne avevamo parlato l’anno scorso), Terlizzi decide di tornare con “L’uomo doppio” a casa dell’amica Fabiana, morta suicida, che su una parete aveva scritto tre parole: destroy your ego, distruggi il tuo ego. Agli occhi di Cosimo, una specie di testamento, un monito, una direzione da seguire per tentare, ancora una volta di capire e di capirsi.

“L’uomo doppio”, prodotto dalla Buena Onda, è stato presentato all’ultimo Torino Film Festival e sarà proiettato sabato 26 gennaio (ore 22.15) al Cinema Lumière di Bologna nell’ambito di Arte Fiera 2013 / Art City Cinema alla presenza dell’autore.

Terlizzi è regista, fotografo, artista visivo curioso di tutto e l’aspetto più interessante dei suoi lavori cinematografici è proprio la costruzione plastica delle immagini, frutto di un gusto per la composizione dinamico, molto carico, intento a tracciare e suggerire significati nascosti nella materia, nella carne e negli elementi naturali.

Il concetto di ego, intorno al quale ruota esplicitamente il viaggio fisico e interiore compiuto con “L’uomo doppio”, è la questione cruciale di ogni opera firmata da Terlizzi: un continuo, morboso scavare nel proprio io che a tratti lo porta a gonfiare di presuntà artisticità dettagli inessenziali e minuzie troppo personali, rischiando così di perdere di vista o di trattare in maniera sommaria quegli argomenti così complessi e delicati — dall’identità sessuale alla distanza che separa mente e corpo — che non possono in ogni caso lasciare uno spettatore indifferente.

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