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Contraddizioni a nudo

Sbarca alla 65esima Mostra di Venezia il film di Guillermo Arriaga con la sua prima prova da regista “The Burning Plain”, tra le protagoniste le bellissime attrici Charlize Theron e Kim Basinger.
La pellicola è un racconto di un gruppo di personaggi e di cinque storie girate tra gli Stati Uniti e il Messico apparentemente contraddittorio e senza legame tra loro. Abbiamo approfondito queste contraddizioni, ma non solo, proprio con Arriaga e la fascinosa Charlize.

Quando ha deciso di girare “The Burning Plain”, ha pensato ad un episodio in particolare, una storia, magari una donna?
G. Arriaga: Si. Charlize è stata la mia musa ispiratrice, ho pensato a lei mentre scrivevo questo film e senza il suo aiuto anche nella produzione, senza i suoi consigli probabilmente non saremmo qui alla Mostra di Venezia a presentarlo.

I suoi film parlano sempre di messicani e americani, cosa rappresenta per lei questo confine?
G. Arriaga: Il confine è un’esperienza affascinante, in pochi metri troviamo due realtà completamente diverse. È strano pensare di poter star seduto sull’asfalto del Messico e allungare le gambe negli Stati Uniti, oppure incontrare camionisti che ascoltano musica da una parte e dall’altra le telecamere pronte a girare un film d’azione. Gli Stati Uniti hanno una forte influenza sul Messico, basti pensare che il 90% della cocaina utilizzata dai messicani arriva dagli americani. E questi confini, queste contraddizioni, sono presenti anche nelle persone.

Il film si apre con un nudo della protagonista Charlize Theron: a chi è venuta questa idea?
G. Arriaga: È una scena molto sovversiva, un corpo nudo significa mandare un messaggio di onestà, perché questa donna mostra il suo corpo in modo libero. Il suo fisico nudo sfida il mondo nascondendo la sua debolezza.

Le piace il cinema italiano?
G. Arriaga: I film di Antonioni, Fellini e De Sica hanno avuto una grande influenza nella mia vita, guardando i loro film ho iniziato ad amare l’Italia, dove ho pubblicato tre libri. Durante un incontro alcuni studenti mi hanno regalato una maglietta dell’Italia ed io l’ho indossata sotto lo smoking alla Notte degli Oscar.

Che cos’è il cinema per Charlize Theron?
C. Theron: Il cinema è magia. Quando mi chiedono come ho fatto a prepararmi su un personaggio dico sempre che è come chiedere ad un prestigiatore come ha fatto a far uscire un coniglio dal cilindro, non si svelano mai i trucchi ma si lascia sognare chi ci sta a guardare.

Ha parlato di magia e di sogni: cosa l’emoziona?
C. Theron: Mi emoziono per tantissime cose. Mi affascinano i movimenti delle persone come si comportano. Ritengo che il cinema non sia né bianco né nero, e questo tenere il fiato sospeso mi emoziona particolarmente.

Come ha conosciuto Guillermo Arriaga?
C. Theron: L’ho conosciuto in Italia, ad una cena con cibo e vino italiano.

Perché ha deciso di produrre e interpretare in questo film?
C. Theron: Perché è una storia reale senza una linea temporale. Quando noi raccontiamo qualcosa che ci è successa non seguiamo mai una cronologia degli avvenimenti, passiamo da un punto all’altro senza badare se è avvenuto prima o dopo. Sono orgogliosa di aver recitato e prodotto questo film perché ho lavorato con un cast eccezionale, di grandi professionisti.

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